29/05/2025 18:24
E’ una domanda che abbiamo già posto a mister Ricci, ma comprendere lo stato d'animo dei giocatori è d'obbligo. Per questo anche da capitan Yuri Di Matteo abbiamo voluto sapere quali sono le sensazioni che si vivono nello spogliatoio a 48 ore da quella che è giustamente considerata la partita più importante della storia del Sulmona.
“Stiamo vivendo delle sensazioni indescrivibili, siamo arrivati a questo appuntamento storico per il Sulmona forse in maniera inaspettata per molti. Ad oggi bisogna fare un plauso a questo gruppo meraviglioso condotto da mister Ricci, che sicuramente ha esperienza da vendere”.
- Un anno dopo la storia si riscrive in Romagna. Faenza ha portato fortuna, Cesena lo sarà un'altra volta? Al di là della categoria, ci sono differenze che avverti tra l'attesa per questa sfida al Bitonto e quella dell'anno scorso che vi portò ad affrontare (e battere) il Soverato?
“L’attesa di una finale penso che non abbia molta differenza. Le due cose che cambiano sono la categoria e l’avversario. Sperando che anche Cesena ci porti fortuna come lo scorso anno è accaduto per Faenza”.
- Ripercorrendo il cammino della stagione... a lungo primi nel girone C, poi secondi dietro solo l'Italpol che è stata un po' la vostra bestia nera; poi avete fatto fuori Conit ed Eur nei playoff. Quando avete capito che potevate puntare a qualcosa di importante e cosa ti aspetti da questa sfida contro un Bitonto che nel girone D è arrivato a un passo dalla promozione diretta?
“È stato un cammino fantastico, abbiamo sempre cercato di giocare come sappiamo per portare a casa il risultato ma sempre in primis con lo spirito di divertirci. Lungo il percorso abbiamo incontrato un Italpol che ha sbagliato veramente poco e si è meritata il primo posto. In seguito, nei playoff, abbiamo affrontato due grandi squadre che ci hanno messo molto in difficoltà ed è per questo che non è stato per niente facile arrivare a giocare questa finale. Adesso ci troviamo davanti all’ultimo atto contro un Bitonto che sicuramente è preparato e forte: ma ora più che mai adesso la parola finale spetta solo al campo”.