13/12/2023 22:05
Negli ultimi anni sta avvenendo un inevitabile cambio di gerarchie tra i giocatori più forti del pianeta, con Pany e Ferrao che hanno degnamente raccolto lo scettro di Falcao e Ricardinho. Ma se c’è un giocatore che ancora riesce a essere stabilmente inserito nell’élite del futsal mondiale, quello è il nostro Alex Merlim.
Nato in Brasile, a Dourados, il 15 luglio 1986, Alex Rodrigo Da Silva Merlim, arriva per la prima volta in Italia nel 2007, per giocare nell’Augusta dove rimane fino al 2011, prima del passaggio alla Luparense con la quale militerà per altri quattro anni. Nel 2015, un anno dopo aver vinto l’Europeo ad Anversa, Merlim si trasferisce in Portogallo, allo Sporting Lisbona, con cui “Babalu” vince tutto quello che si può vincere, affermandosi come uno dei migliori interpreti della disciplina.
Ricchissimo il suo palmarès: sei campionati portoghesi, due scudetti italiani, quasi una ventina tra coppe e supercoppe, senza dimenticare le due Champions conquistate proprio con lo Sporting e l’ingresso per ben due volte nella Top3 dei Futsal Awards. Infine, i successi con la maglia azzurra: un bronzo europeo a Zagabria nel 2012 e quello ai Mondiali sempre del 2012 in Thailandia, a cui si aggiunge e il trionfo, appunto, agli Europei del 2014 in Belgio.
Eppure, a distanza di anni, Alex Merlim è ancora lì, con la maglia numero 10 della Nazionale sulle spalle, pronto a trascinare l’Italia con il suo estro, il suo talento e la sua esperienza: tutti elementi che saranno preziosissimi per gli Azzurri nelle imminenti ultime due giornate dell’Élite Round di qualificazione ai prossimi Mondiali uzbeki del 2024.
“Il percorso nel girone di qualificazione sta andando bene – racconta Alex in un’intervista rilasciata al sito ufficiale della FIFA. - Siamo finiti in un girone molto difficile con Spagna, Slovenia, Repubblica Ceca. Il primo obiettivo era arrivare ai play-off e, se avessimo fatto bene e avessimo avuto la possibilità di puntare al primo posto, ci avremmo provato dando il massimo. Dobbiamo ancora lavorare per assicurarci un posto ai play-off, ma siamo soddisfatti del nostro percorso”.
Focus sulle sfide di Lubiana e con la Spagna.
“Anche quando avevamo una squadra fatta di grandi nomi, l’Italia non ha mai battuto la Slovenia, eppure siamo riusciti a sconfiggerla in queste qualificazioni. Siamo al secondo posto dietro alla Spagna, che è una squadra eccezionale, una delle migliori al mondo. L’abbiamo affrontata a casa loro e abbiamo fatto davvero bene. Abbiamo perso solo per un gol a due minuti dalla fine. Venerdì abbiamo la partita in trasferta con la Slovenia: a noi interessa solo la vittoria, il primo posto è poi nelle nostre mani in casa contro la Spagna. Storicamente la selezione spagnola è la favorita, ma in una partita secca sappiamo di avere la possibilità di batterla e poi avremo il vantaggio di giocare in casa. Prima però ci servono i tre punti in Slovenia”.
Già, la Slovenia. Una nazionale che negli anni ci ha regalato momenti molto amari, anche se la prima volta poi tanto amara, alla fine, non fu: la sconfitta per 3-2 all’esordio degli Europei del 2014 fu il preludio alla marcia che portò gli uomini del ct Menichelli a trionfare nella finale di Anversa sulla Russia, battuta 3-1. In quell’Europeo Alex c’era.
“Come descrivere quel percorso? È inspiegabile – ammette Merlim. - Quando inizi come favorito e vinci una competizione, ovviamente è davvero bello, ma sai che ci si aspettava di farcela. Ma quando vinci una competizione in cui non parti coi favori, in cui batti grandi nazionali, è difficile descrivere cosa si prova a parole. Siamo riusciti a realizzare quella impresa ed è stata una sensazione straordinaria”.
L’oro europeo conquistato in Belgio fu, paradossalmente, l’inizio del declino per la Nazionale italiana. Prima nel 2016 l’uscita ai quarti negli Europei di Belgrado con il Kazakistan, poi lo stesso anno l’eliminazione (clamorosa) agli ottavi dei Mondiali colombiani per mano dell’Egitto; successivamente l’ultimo posto nel girone a Euro2018, dove fatale fu la sconfitta proprio con la Slovenia padrona di casa sotto i colpi di Osredkar, che sancì anche la fine dell’era-Menichelli. Come dimenticare il mancato approdo ai Mondiali del 2021, con Musti Ct, conseguenza della sconfitta con il Portogallo, ma soprattutto dell’ancor oggi incredibile pareggio con la Finlandia, che ci impedì l’approdo ai playoff. Infine, l’ultimo posto nel girone degli ultimi Europei disputati nel 2022 in Olanda anche se giunti all’inizio del rinnovamento avviato da Bellarte: e pure qui i pareggi con Slovenia e Finlandia preclusero il passaggio ai quarti.
“Davvero triste – così ricorda Merlim quella eliminazione. - La verità è che abbiamo un problema in Italia. Se sei bravo con la palla ti spingono nel calcio. Poi, se non ce la fai, vieni gettato nel futsal. A quell’età è davvero difficile adattarsi al calcio a 5. Nelle qualificazioni per quella Coppa del Mondo, eravamo in un processo di ricostruzione, ma solo sfortunatamente non ce l’abbiamo fatta. È stato davvero triste per il futsal italiano, ma non è stata colpa dell’allenatore o dei giocatori. Va bene voler ricostruire, ma devi avere i pezzi per poterlo fare. Noi non l’abbiamo fatto e per questo motivo abbiamo perso quell’opportunità”.
Ora però c’è una nuova occasione che si presenterà venerdì, quando alla Tivoli Hall gli Azzurri di Bellarte affronteranno sempre lei, quella Slovenia il cui destino pare sempre essere legato al destino dell’Italia. Per assicurarsi quantomeno i playoff e sognare poi una qualificazione diretta con la Spagna che saprebbe di leggenda, la missione è una sola: vincere.
Foto: FIGC/Getty Images