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05/09/2023 20:29

La nuova vita di Andrei Bordignon: ''Addio al nazionale, ora penso alla famiglia e al mio futuro''

Scrivere che un giocatore della classe, il talento e l’esperienza di Andrei Bordignon è in cerca di squadra… beh, sarebbe quasi difficile da credere. E invece è proprio così, perchè Andrei è uno degli ultimi “prodotti” partoriti dalla riforma del futsal che ha provocato l’abbandono della scena nazionale di tanti giocatori “non formati” che per anni hanno deliziato le platee e dimostrato con i fatti di poter dare del tu al futsal. Invece, lo scenario che purtroppo s’è aperto all’inizio di questa stagione davanti agli occhi del giocatore di Belo Horizonte, ormai da un ventennio in Italia, è stato quello di una triste realtà causata dagli effetti della disastrosa riforma che ha letteralmente depauperato la forza qualitativa di una disciplina che con i giocatori provenienti da Oltre Oceano ha raggiunto livelli mai conosciuti da questo sport in quarant’anni di esistenza.


Andrei Bordignon, appena arrivato in Italia dal Brasile, ha vinto. Ha vinto subito lo scudetto Under 21 con la Brillante, il club romano che lo ha accolto nella sua prima esperienza nel Belpaese. Ha vinto con la Nazionale Under 21, perchè il secondo posto negli Europei del 2008 a San Pietroburgo va equiparato ad una vittoria e anche di più. Poi tanto nazionale: l’esperienza di Ascoli Piceno, quella di Loreto Aprutino, i successi di Montesilvano tornato in A dopo un periodo di appannamento; e poi la massima serie vissuta con la Luparense, con l’Acqua&Sapone (foto in gallery 4), la Meta (foto in gallery 2), con in mezzo le stagioni alla Real Dem, al Cobà (foto in gallery 3), per finire alla Tombesi. Insomma, uno spaccato di storia che abbraccia il periodo d’oro del futsal. Con le convocazioni nella Nazionale maggiore (foto in gallery 1) a testimoniare il valore di uno dei difensori più forti che abbiano calcato i parquet d’Italia.


E ora?


“Ora è arrivato il momento di fare una scelta di vita, pensare alla famiglia e soprattutto al lavoro. Sono arrivato nel 2005 in Italia, ormai sono passati 18 anni: ho deciso di non proseguire nella Tombesi Ortona, che giocherà in Serie A2. E’ stato difficile lasciare, però è arrivato il momento di pensare al futuro, magari giocare in una categoria minore, senza troppi impegni, per conciliare le varie situazioni”.


Cosa regalerà il futuro ad Andrei Bordignon? Il passato è difficile scordarlo.


“Sono stati anni meravigliosi di crescita, di vittorie e sconfitte, di tanti sacrifici. L’Italia mi ha formato come uomo e padre di famiglia, mi ha dato tante  soddisfazioni personali, accolte sempre con il sorriso. Sicuramente la cosa più importante, quella che va oltre lo sport, è stata la famiglia che mi sono fatto qui, con una moglie italiana di cui sono profondamente innamorato, che mi ha regalato due figli meravigliosi. Sicuramente il calcio a cinque mi ha dato tanto ma è giunta l’ora di pensare al futuro, fare crescere i ragazzi e far conoscere loro questo sport meraviglioso”.


Andrei abbraccia tutti in un saluto ideale.


“Grazie davvero a tutti i compagni di squadra, ai tanti amici che ho avuto modo di conoscere nel corso degli anni, gli allenatori, i preparatori, i dirigenti che sono veramente dietro le quinte, sempre a fare di tutto per noi giocatori. E grazie ai presidenti di tutte le società che hanno sempre creduto nel mio lavoro”.


Se non fosse stato per loro, Bordignon non sarebbe entrato tra i miti di questo sport.


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