16/03/2026 11:00
La Samb Calcio a 5 ce l’ha fatta. Ma la vittoria del massimo campionato regionale di C1 (con tre giornate di anticipo) e la conseguente promozione in Serie B nazionale inizia la scorsa stagione. A ripercorrere questi ultimi due anni, il presidente rossoblù Alessio Collini, il vero deus ex machina della realtà rivierasca: “L’anno scorso non avevamo l’obiettivo di vincere il campionato, ma di ben figurare, provando magari ad agganciare la zona playoff. Era la nostra prima partecipazione in serie C1, quindi avevamo messo in conto di fare un anno di rodaggio. I tanti infortuni sicuramente non hanno aiutato e, alla fine, quello che risulterà sarà un campionato di metà classifica”.
Una prima esperienza quindi con lo scopo di crescere e capire in quale direzione andare. E con quali uomini e mezzi.
“In questa stagione, per raggiungere gli obiettivi prefissati nel planning triennale, ho deciso di alzare l’asticella confermando quasi tutta la squadra dello scorso anno, integrandola con giocatori di esperienza come Gomez, Sgolastra, Ciotti e il pupillo Renki, che ho blindato fino al 2028, perché lo ritengo il giocatore non formato più forte per almeno altre due categorie. La realtà quindi è che la Samb è una squadra fin troppo ben costruita, almeno otto rotazioni di assoluta qualità, con la fortuna di avere avuto due senatori come Mindoli e Paolucci, rispettivamente 46 e 44 anni, due giocatori che hanno disputato una stagione al pari della loro miglior giovinezza: questo è stato fondamentale”.
Un traguardo straordinario, reso ancora più bello dal percorso compiuto dai rossoblù, partiti in sordina ma capaci di crescere settimana dopo settimana fino a trasformarsi nella vera forza del campionato. Nel girone di ritorno la Samb cambia volto, ritmo e consapevolezza, prendendosi la vetta con l’anima, con il carattere e con la fame di chi non ha mai smesso di crederci. È il premio a una squadra che ha saputo costruire la propria impresa giorno dopo giorno, fino a regalarsi una promozione meritata, da vivere e festeggiare fino in fondo.
“La Samb prende realmente consapevolezza dei propri mezzi dopo la sconfitta di Fano. Siamo al 14 novembre, diversi giocatori assenti, buttiamo questa partita. Siamo arrabbiati e consapevoli che dobbiamo reagire. E qui inizia il nostro vero campionato: vittorie su vittorie che ci accompagnano fino alla 13ª giornata di andata giocata contro il Cerreto. Vinciamo anche questa partita e chiudiamo il girone di andata da campioni d’inverno a +4 punti dalla seconda”.
La Samb non smette più di vincere: nelle ultime quattordici partite, dodici vittorie e due pareggi, migliore attacco e migliore difesa del campionato: “una macchina da guerra”.
Raccontami la serata di venerdì, quando avete scoperto che il Bayer Cappuccini, vostra inseguitrice, aveva pareggiato con il Castelbellino…
“Sinceramente non ero pronto, avevo organizzato tutto per la trasferta di Ancona: il pullman per i miei tifosi, un paio di bottiglie di champagne, prenotato il tavolo a Civitanova… è stato tutto veramente inaspettato. Quello che ricordo con maggiore intensità sono i cinque minuti che separano la fine della nostra partita con la fine della partita a Castelbellino. Chi piangeva, chi non smetteva di camminare impulsivamente, chi si rifugiava in un silenzio assordante e poi arriva il messaggio del pareggio finale e inizia la festa con tutto il pubblico che scende dalle tribune per venire ad abbracciare i ragazzi. Mi sono emozionato davvero tanto”.
Cosa credi abbia fatto la differenza tra voi e le altre?
“Dentro uno spogliatoio un Giampiero Mindoli poi un Daniele Paolucci e un Nico Sgolastra si sentono, fanno la differenza. Sono persone che hanno fatto la storia di questo sport, hanno un peso specifico troppo importante. Non so quante realtà marchigiane possono vantare di aver avuto tre giocatori di questo calibro in squadra. Per me è ed è stato un onore”.
È arrivato il momento dei ringraziamenti.
“Ringrazio tutti, indistintamente. Dal macellaio che ci prepara i panini per le trasferte alla lavandaia che ci lava le divise, a tutti i miei sponsor che hanno reso possibile un investimento importante, ai tifosi che ci hanno sempre seguito numerosi in casa e in trasferta. Piccolo inciso: avere un gruppo di 25/30 persone che canta per tutta la partita è un qualcosa di raro da trovare in questo sport.
Il vice presidente Stefano Spagnoli che mi è stato sempre vicino in questo percorso, lavorando assiduamente per portare gli sponsor a San Benedetto. I miei dirigenti Pelliccioni ed Allevi, che hanno fatto un lavoro straordinario di sacrificio, il prof Mariotti che ha curato la parte atletica, il dottor Del Bello che ha gestito tutte le emergenze legate agli infortuni, il telecronista Giuseppe Lisso che per il quarto anno consecutivo ha intrattenuto migliaia di spettatori per tutta la stagione in diretta Facebook, e infine il mio social media Valerio Visi che è riuscito a trasformare tutte le mie idee teoriche in pratica, rendendo le pagine social della Samb tra le più belle di tutta Italia. Ovviamente non mi sono dimenticato di menzionare Mister Seghetti. Sono stati due anni importanti, dove ci siamo conosciuti e abbiamo instaurato un rapporto di stima e di collaborazione. Anche nei momenti più difficili, siamo rimasti compatti e penso che tutta la fiducia che gli ho dato sia stata ripagata”.
E ora Serie B: cosa c’è da aspettarsi da te, presidente ambizioso?
“Con tutta sincerità ti dico che sarà la più complessa, più difficile e la più stancante della nostra storia. Partirà l’Under 19 nazionale, partirà l’Accademy, sto sviluppando un progetto sul palazzetto e poi ci sarà la serie B da giocare. Sarà un anno di transizione e verrà allestita una squadra che dovrà in un modo o in un altro salvarsi. Dopo aver vinto tre campionati in quattro anni è arrivato per la Samb il momento di fare un passo indietro e accettare che per la prima volta si dovrà competere per una semplice salvezza. Quello che chiedo a tutti è di fare un anno di sacrificio.
Bisognerà essere intelligenti, maturi e razionali. Entro tre anni la Samb farà la Serie A2, e questo ve lo posso mettere per iscritto”.
Alice Mazzarini