23/05/2025 15:21
Luca Tegliucci condivide con Giorgio Figà Talamanca la conduzione tecnica (paritetica) del Leonessa. 30 anni compiuti lo scorso 12 aprile. Tegliucci ha acquisito il patentino di Allenatore UEFA Futsal B e la sua carriera in ambito tecnico s’è sviluppata praticamente in parallelo con quella di Figà Talamanca.
“La collaborazione fra me e Giorgio - racconta - nasce nel settore giovanile di una società dilettantistica romana, la CCCP 1987, dove abbiamo avuto l’opportunità di allenare e coordinare tutte le categorie del settore di base e agonistico, oltre a sperimentare varie metodologie di lavoro. Da qualche anno il nostro raggio di azione si è spostato allo Sporting Club Marconi, club della Capitale attivo dal 2005 e specializzato nell’attività di Scuola Calcio. Anche qui abbiamo proseguito il nostro impegno nel mondo giovanile ed ampliato il nostro bagaglio di conoscenze e competenze. La prossima stagione sarà la mia dodicesima da allenatore ma soltanto la seconda esperienza con una prima squadra”.
E a Leonessa, nel campionato di C1 dell’Umbria, è stata subito un'esperienza vincente, anche se non è stato assolutamente semplice vincere il duello con la Gadtch, seppur alla lunga il risultato finale ha premiato gli altosabini.
- Ma in cosa ritieni che il Leonessa sia stato superiore meritando la vittoria del campionato?
“A mio parere non è stato per niente semplice vincere 20 partite su 26. Tutte le concorrenti di questo campionato avevano dei punti di forza specifici, e noi siamo stati in grado di mantenere alto il nostro livello per tutto l’arco della stagione. Sono sicuro che la continuità nel lavoro settimanale abbia portato i suoi frutti”.
- La società ha puntato con decisione su un gruppo di giocatori ‘non italiani’ che una volta cementati hanno permesso al Leonessa di avere effettivamente una marcia in più. Ma al tempo stesso bisogna sottolineare anche i meriti di quei giocatori locali che hanno fatto la loro parte rivelandosi fondamentali per la conquista della Serie B. Insomma, un cocktail vincente?
“Vincere un campionato significa andare tutti nella stessa direzione: il nostro gruppo è stato caratterizzato da culture diverse che si sono mescolate perfettamente. Ogni componente ha contribuito a rendere questa stagione indimenticabile e l’alchimia fra i ragazzi ha rappresentato uno dei maggiori punti di forza. Inoltre, i nostri magnifici tifosi sono entrati in grande sintonia con il gruppo, dimostrando sempre affetto e stima per quello che stavamo facendo. Questo è stato un altro aspetto determinante e noi non possiamo far altro che ringraziarli di cuore. Infine, la società è stata molto presente e non ha lasciato nulla al caso, permettendo ad allenatori e giocatori di esprimersi al meglio all’interno di un contesto ideale. Noi sul campo abbiamo fatto di tutto per ripagare la fiducia della dirigenza e della gente di Leonessa”.
- Unico neo della stagione la sconfitta in Coppa Italia, giunta peraltro nelle battute conclusive. Quanta amarezza ha lasciato?
“Al contrario, ci ha dato una marcia in più. Da quella partita in poi la nostra squadra ha vinto tutte le gare di campionato eccetto una (il ritorno con la stessa Gadtch, invasa, n.d.c.). Forse se non avessimo perso in quel modo non avremmo trovato tutta questa energia. Ricordo che pochi giorni dopo la finale siamo andati a vincere di misura sul campo della seconda in classifica (il San Martino, n.d.c.) e noi eravamo terzi. In quel momento la vetta era lontanissima ma da lì in avanti ci siamo rimboccati le maniche e i ragazzi sono andati oltre ogni limite”.
- Domenica avete vinto la Supercoppa con una prestazione da Libro Cuore considerando l'espulsione di Tatumirak e le rotazioni ridotte all'osso: possiamo dire che è stata più che mai la vittoria della compattezza del gruppo?
“Prima della finale di Supercoppa abbiamo chiesto alla squadra di divertirsi, pensando che sarebbe stata una partita dal sapore di Serie B, considerando anche il livello dell’avversario, cui quali faccio un grande ‘in bocca al lupo’ per i playoff nazionali. Comunque ne è uscita fuori una prestazione sontuosa che ci ha regalato un’altra bella soddisfazione. Ma adesso guardiamo avanti”.
- Infine, anche la prossima stagione si rinnoverà il connubio con Giorgio Figà-Talamanca. Spiegaci i motivi che hanno decretato il vostro successo e con quali aspettative vi approcciate a vivere l'esperienza della Serie B?
“Non ci sono segreti qui a Leonessa. Noi dello staff tecnico, dove ho l’obbligo di includere anche una terza figura, Leonardo Pagano, abbiamo sempre lavorato a questo nuovo progetto con impegno e pazienza. Eravamo entusiasti quando ci hanno offerto la possibilità di guidare la squadra in Serie C1 e provare a raggiungere la promozione, e con lo stesso entusiasmo ci stiamo approcciando ad esordire nel nazionale. Ovviamente siamo già al lavoro e non vediamo l’ora di iniziare questo nuovo percorso”.