01/04/2025 09:00
Una stagione memorabile. Una di quelle che squadra, staff e tifosi non dimenticheranno. Il Marco Polo è in Serie B con una giornata di anticipo. Il traguardo di un percorso che ha visto sin dall’inizio tra i protagonisti mister Andrea Scarpa che anche in questo campionato ha guidato i suoi ragazzi alla conquista di un prestigioso traguardo.
Ma dopo i festeggiamenti c’è tempo per il riposo o i Leoni sono già proiettati alla stagione cadetta?
“Abbiamo dato un paio di giorni di riposo ai ragazzi e poi ci prepariamo all’ultima partita che onoreremo al meglio come è giusto che sia davanti al nostro pubblico - conferma l’allenatore veneziano nella settimana che porta all’ultima di campionato, Marco Polo – United Borgoricco venerdì 4 aprile alle 20.30.
“Dalla settimana dopo cominceremo con calma a fare le nostre riflessioni e programmare la nuova avventura in Serie B, per fortuna di tempo ne abbiamo…”
- A Montebelluna quante emozioni e quanta gioia alla fine?
“L’emozione è stata incredibile anche per come è arrivata all’ultimo minuto della partita. Sembrava destino dovesse finire così, l’infarto era dietro l’angolo - prosegue sorridendo il coach del Marco Polo. - Al fischio finale mi sono messo a bordo campo e guardavo i ragazzi che festeggiavano e mi sono emozionato, perché so quanto hanno dato in campo quest’anno. So che percorso hanno fatto uno per uno e da dove sono partiti… oltre alla fatica, alle gioie e dolori, oltre agli infortuni muscolari ci hanno lasciato anche 3 fratture importanti in campo, che si sommano alle difficoltà di giocare con certe responsabilità ogni partita, ogni pallone. Non hanno mai mollato, dando il massimo della disponibilità in tutto quello che gli veniva proposto. Nessuno si è mai permesso di mettere il proprio Io davanti al bene del gruppo ma sempre a disposizione della squadra e dello staff che ha fatto di tutto per farli rendere al meglio. Sono stati fantastici tutti e ugualmente importanti con le loro qualità e anche i loro limiti. Probabilmente sulla carta non eravamo i più forti ma hanno dimostrato di voler essere ed esser stati i più bravi. Questo non glielo toglie nessuno e ne devono andare orgogliosi…soddisfazioni ed emozioni del genere te le ricordi per la vita”.
Alessandro Torre