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30/06/2025 20:05

Meta, la mano "santa" di Siqueira sul tricolore: "L'ultima parata? Emblema di tutto il lavoro fatto"

Ci sono scene che vanno riviste e riassaporate perché sono talmente emozionanti e determinanti… da scrivere la storia del futsal. Riavvolgiamo il nastro. Torniamo a venerdì sera. La Meta Catania conduce 3-2 la gara-2 della finale scudetto con il Napoli. I rossazzurri sono ad un passo da quella vittoria che, avendo già messo in cassaforte gara-1, vale il tricolore.  A due secondi, dicasi d-u-e, dal termine del secondo tempo l’espulsione di Bocao, aggiunge ulteriore suspense ad una gara già assai scoppiettante. Il Napoli si prepara a sfruttare bene l’ultima chance, un fallo laterale nell’area avversaria all’altezza del limite dall’area di rigore, sfruttando la superiorità numerica  (in considerazione del rosso a Bocao). 

Il PalaCatania trattiene il fiato: i biancazzurri fanno tutto come si deve, Duarte imbecca De Luca che calcia in rete  e bene dall’altezza del dischetto di rigore…Pedro Siqueira compie l’ennesimo spettacolare gesto di una stagione da protagonista, respinge la conclusione e, con il sottofondo della sirena che sancisce la fine della gara, consegna alla Meta Catania il secondo scudetto di seguito, dando il via all’esplosione di gioia dei 4mila del Palacatania. Momenti che Siqueira rivive rispondendo alla nostre domande.

“Io questo anno – dice Siqueira - ho vissuto un sogno, la parata alla fine è solo l’emblema di tutto il lavoro che ho fatto in questa stagione: solo mia moglie, la mia famiglia e mister Miguel lo sanno bene! E poi questa città merita tutto ciò che la squadra ha fatto: io non ho mai visto in vita mia un palazzetto così e una città così innamorata di questo sport”.

 Vincere due scudetti di seguito, per giunta giocando la Champions, è un'impresa con la "I" maiuscola: qual è il vostro segreto o quali sono i fattori che hanno fatto la differenza?

“Vincere due scudetti di fila è una follia, perché, a volte, una squadra vince e dice "va bene, dai, abbiamo già fatto e apposto…" ma no! Quando sono arrivato all’inizio di questa stagione, io ho visto che la  squadra aveva ancora fame di successi e questa cosa mi hai stupito veramente! Per me questo aspetto è la chiave di tutto: la fame di volere sempre vincere sempre; arrivare in questa squadra e fare pure la Champions ancora una volta è un sogno… speriamo di arrivare fine in fondo”.

A chi dedichi lo scudetto?

“La prima persona a cui dedico è mia moglie, e poi alla mia famiglia, allo staff tecnico e tutti giocatori che hanno sempre creduto in me”. 

Pedro Siqueira (classe ’99) è la prova che con il lavoro e l’abnegazione i sogni si possono pure realizzare (del resto, al suo arrivo Siqueira era considerato il terzo portiere della Meta….) e conclude l’intervista con una dedica speciale.

“Volevo dire una frase per quelle persone che a volte pensano che hanno avuto una giornata brutta, o che hanno vissuto mesi o anche un intero anno complicato come è successo un po’ a me: io ho imparato che a volte ci sono mali che vengono per il nostro bene e che non bisogna mollare mai e che, invece, bisogna sempre credere in noi stessi”.

Firmato Siqueira.

Ludovico Licciardello



Foto: Divisione Calcio a 5