09/04/2026 09:00
Il Montello, battendo il Cosmos Nove nell’ultima giornata di Serie C1 veneta, ha chiuso in vetta la stagione conquistando la prima storica promozione in Serie B (la terza di fila dopo il salto dalla D al massimo torneo regionale) e centrando così la conquista del double campionato-coppa arricchito dalla partecipazione alla Final Four della coccarda di categoria nazionale. Tra gli artefici di tutto questo c’è naturalmente l’allenatore della formazione trevigiana, mister Alessandro Donisi (in foto a sinistra nel post-gara con il vice Gianfranco Bolzan), che ha così rinnovato dopo alcune stagioni la sua abitudine a fare incetta di promozioni: per il tecnico veronese si tratta infatti del settimo campionato vinto in carriera. Inevitabile affidare a lui un primo commento sul fronte tecnico per quella che è stata la cavalcata verso l'approdo nel nazionale dei montellesi.
- La Serie B è diventata realtà per il Montello. Dopo la coppa regionale e una Final Four nazionale, anche il campionato: è stata una stagione praticamente perfetta voi?
“È stata una stagione che abbiamo reso perfetta strada facendo. Nulla nasce per caso. Abbiamo lavorato duramente, mettendo il terzo allenamento e lavorando anche, talvolta, nelle mattine del sabato, tutto questo trovando una società che non ci ha fatto mancare nulla e ci ha messo nelle condizioni di rendere al meglio. Abbiamo remato tutti dalla stessa parte e alla fine abbiamo raccolto i frutti. Resta un po' di rammarico per avere affrontato la Final Four nella nostra settimana fisicamente peggiore, ma essere arrivati tra le prime quattro d'Italia resta un enorme soddisfazione”.
- C'è stato un momento in cui hai capito che questa squadra aveva tutte le carte in regola per vincere il campionato e battere la concorrenza arcigna dell'Arzignano?
“Intanto fammi fare i complimenti all’Arzignano. Hanno disputato un campionato straordinario e auguro loro ogni bene per i playoff. Per quanto riguarda noi, fin dall'inizio sapevo che avremmo potuto dire la nostra; la concorrenza era importante e all'inizio i favoriti non eravamo noi. Volevamo certamente stare in alto in classifica, poi con il tempo però abbiamo capito che potevamo stare addirittura davanti a tutti, anche in un campionato tremendamente difficile come questo, composto da ottime squadre con bravi allenatori. Trovare un momento decisivo è complicato, eravamo consci della nostra forza, ma avevamo sempre l'Arzignano alle costole; quindi, mai abbiamo cantato vittoria prima del tempo”.
- Anche sul piano personale, immagino che questa sarà una stagione che porterai a lungo nel cuore; una delle più memorabili finora nella tua carriera?
“Penso che ogni stagione vincente sia da ricordare a suo modo, difficile fare una classifica. Alcune sono state vincenti senza intoppi, altre sono state vincenti superando avversità. Ho avuto la fortuna di vincere in tre province venete diverse, di vincere sia con gli uomini che con le donne, dalla A alla C. Credo che ogni stagione ti lasci un insegnamento e ti migliori. Scegliere tra sette promozioni o cinque coppe è tremendamente difficile e inevitabilmente farei torto a qualcuno; probabilmente anche le sei finali perse mi hanno insegnato qualcosa. Di certo la base non deve mai cambiare: lavorare duro, cercare di migliorarsi sempre, e portare i giocatori dalla propria parte. Perché noi allenatori, ci piaccia o meno, dipendiamo molto da loro. Per il resto, quello che posso dire del Montello, però, è che qui ho trovato un ambiente sano, genuino, fatto di persone con la 'P' maiuscola. Mi hanno fatto sentire a casa dal primo giorno, mi hanno dato tanto, e ho ricambiato dando tanto. Impossibile non volere bene ad un ambiente così: meritano questo campionato più di tutti”.
l.m.
Foto: Stipaphoto