01/04/2026 15:31
Nel cuore di Pisticci il futsal femminile sta vivendo qualcosa che va oltre il campo. Non si tratta solo di partite o classifiche, ma di un percorso umano capace di unire, sostenere e trasformare. La Nuova Futsal Pisticci è diventata un punto di riferimento, una realtà in cui le emozioni si intrecciano con il sacrificio quotidiano, dando vita a qualcosa di profondo e autentico. A guidare questo viaggio c’è anche la vice presidente Nicoletta Laviola, figura centrale nella costruzione di un ambiente solido e familiare.
Nicoletta, parli di una ‘bolla’ che vi accompagna durante tutta la stagione: che significato ha per voi questo spazio così speciale?
“Un’immagine che racchiude sogni, paure e ambizioni condivise, diventando un rifugio emotivo dove ogni atleta può esprimersi liberamente e sentirsi parte di qualcosa di importante”.
Il suo ruolo si muove costantemente tra organizzazione e vicinanza umana, creando legami che vanno ben oltre la gestione sportiva. Il rapporto con le ragazze sembra molto intenso, quasi materno. Quanto conta costruire fiducia e stabilità emotiva all’interno della squadra?
“È un equilibrio delicato, fatto di ascolto e presenza, fondamentale per affrontare le difficoltà che una stagione inevitabilmente porta con sé”.
Il percorso tecnico si intreccia poi con quello umano, anche grazie alla collaborazione con lo staff.
Il lavoro con il mister Antonio Lavecchia è stato determinante. In che modo vi siete completati a vicenda nella gestione del gruppo?
"Un confronto continuo che ha permesso alla squadra di crescere sotto ogni aspetto, trovando una propria identità dentro e fuori dal campo”.
Poi c’è il momento della verità, quello in cui tutto si decide.
Arriviamo alla sfida contro la Gallinese: quanto hanno pesato le emozioni in una gara così decisiva per i playoff?
“Una partita vissuta con intensità, dove la pressione ha avuto un ruolo importante, dimostrando quanto il fattore mentale sia determinante”.
Eppure, proprio nel finale, emerge uno dei ricordi più significativi.
Il ‘terzo tempo’ condiviso con le avversarie è stato un momento speciale. Cosa ti ha lasciato quella serata?
“Un’immagine che va oltre il risultato, raccontando il valore dello sport come occasione di incontro e rispetto reciproco”.
Infine, resta ciò che più conta davvero. Parli di ‘miracolo sociale’: cosa significa essere riusciti ad accendere entusiasmo e partecipazione in una realtà come Pisticci?
“È qui che il futsal trova la sua dimensione più autentica: nella capacità di creare legami, dare energia e restituire luce anche dove sembrava essersi affievolita”.
La stagione si chiude, ma ciò che è stato costruito continua a vivere. Non solo nei risultati, ma negli occhi di chi ha creduto in questo percorso. Una realtà che ha dimostrato come passione e dedizione possano trasformare un gruppo in qualcosa di molto più grande.
Cristina Longo