14/08/2025 15:55

Rozzato, l'Antenore e il girone C: "Decisione inattesa: sarà per tutta la società una nuova sfida"

La stagione 2025-2026 metterà l’Antenore Sport Padova di fronte a nuove sfide. Al loro secondo anno di fila in Serie B, i biancorossi dovranno fare i conti non solo con una categoria di per sé già competitiva, ma, come è risaputo, anche con una situazione agonistica e logistica totalmente differente e per certi versi inaspettata: i patavini, infatti, sono stati inseriti nel girone C, quello tosco-emiliano. 


Il fatto che tredici siano le squadre del Triveneto in questa edizione della Serie B (una in più del massimo previsto per un girone) aveva già creato qualche grattacapo nella formulazione di ipotesi alla vigilia della creazione dei diversi gironi ed effettivamente è arrivata poi una decisione che ha lasciato un po’ spiazzati i padovani. Per avere però realmente quello che è il polso della situazione nella Città del Santo dopo l’inserimento dell’Antenore nel girone C, abbiamo quindi interpellato il tecnico Andrea Rozzato.


- L'Antenore, contro ogni previsione, è stato inserito a sorpresa nel girone C, quello tosco-emiliano, anche se quest'anno va detto che le squadre del Nordest in B sono 13 e forse qualche strana sorpresa sarebbe capitata. Quali sono state le considerazioni tue e della società in merito a questa decisione? Immagino che a caldo, e a freddo, i pensieri siano sostanzialmente gli stessi...


“Economicamente è davvero una bella botta, la società ha conteggiato un aumento di circa diecimila euro rispetto a quanto preventivato. Da settimane venivano fatte delle proiezioni dei possibili gironi, ci affidavamo anche a quanto riportava la vostra testata, e per tutti il rischio era quello di avere una o due sarde nel girone con lo spostamento delle trentine, io invece pensavo che potessimo essere spostati noi o il Verona, ripercorrendo anche scelte precedenti quando nel girone dell'Emilia-Romagna e delle Marche erano finite Altamarca, Città di Mestre e Miti Vicinalis (era la stagione 2019-2020, n.d.r.). La Divisione ci ha detto che alla fine hanno scelto noi per anzianità della matricola nei campionati nazionali. Questo ha cambiato moltissimo nella programmazione, ne prendiamo atto, ma ci aspettiamo anche una mano e che la Divisione non abbandoni una società sana, con i conti in ordine e che vanta un programma giovanile di livello e non solo di facciata”.


- Nonostante un aumento non indifferente dei costi per le trasferte rispetto allo standard di una squadra di B del Nordest, voi comunque andrete sicuri per la vostra strada? Tra l'altro, avere tanti giocatori prodotti in casa vi permette di vantare un roster di livello che è comunque economicamente sostenibile...


“Dobbiamo proseguire sulla nostra strada, non ci sono alternative. Non siamo mai stati una società che prepara campagne denigratorie o di protesta, quindi ci siamo semplicemente messi a lavorare fin da subito, di nuovo. La filosofia del club non cambia con il cambiare del girone: continuare a formare giocatori in casa al più alto livello possibile e farli arrivare nella nostra prima squadra per competere ai livelli più elevati. Se in questi anni abbiamo raggiunto traguardi che altri non sono stati in grado di raggiungere, nonostante budget doppi o tripli rispetto al nostro, è proprio grazie a questo ideale e ai valori che lo hanno accompagnato fin dall'inizio”.


- Cercando i lati positivi, questo cambio di scenari, con nuovi avversari mai incontrati, è una stimolante opportunità di crescita, tanto per te quanto per i giocatori?


“Affrontando la questione da questa prospettiva è davvero come un nuovo inizio, è una nuova avventura con stimoli nuovi e un orizzonte davvero sconosciuto. Credo che il fatto di giocare contro squadre mai incontrate prima, ad eccezione del Villafontana (sfidato nella Coppa Italia di Serie C nella stagione 2023-2024, n.d.r.), sia uno stimolo enorme per i giocatori e per lo staff. Vero, noi non conosciamo i nostri avversari ma anche loro hanno pochissime informazioni su di noi, sarà come affrontare una nuova categoria. Dovremo però fare tutti un ulteriore step: la società è già al lavoro per garantire la miglior soluzione logistica possibile, la squadra invece dovrà essere in grado di affrontare ogni due settimane trasferte di due, tre o quattro ore per viaggio. E' una grande sfida per tutti”.