17/03/2026 17:04
Partiamo da un aneddoto. Un giorno Giampiero Mindoli mi disse che “quando ero capitano a San Giorgio in A2, lui faceva l’Under e lo portavo in macchina con me”. Il giovane giocatore era il tecnico della Sambenedettese Calcio a 5, Francesco Seghetti che, destino vuole, è diventato l’allenatore del capitano, e insieme e anche grazie a lui è maturato in questi ultimi due anni. Due stagioni in crescendo, affrontando ostacoli, dubbi, senza però mai mollare, anzi, mettendosi sempre in discussione. E alla fine è riuscito a portare la sua Samb al successo.
Partiamo da venerdì, da una vittoria tanto inaspettata quanto bella.
“Nessuno di noi poteva immaginare il passo falso del Bayer, eravamo focalizzati sulla nostra partita pensando non sarebbe bastata. Quando dalla tribuna ci hanno dato il parziale del 3 a 0 non ci è sembrato vero, il secondo tempo l’abbiamo vissuto con Pelliccioni collegato che ci aggiornava. Gli ultimi minuti in attesa del finale di Castelbellino penso che non li dimenticherò mai, ognuno di noi li ha vissuti in maniera diversa, è stato tutto intenso e bellissimo”.
Come descriveresti non la stagione, ma la tua squadra, la tua Samb?
“Uso un termine inflazionato, ma ti direi resiliente. Abbiamo affrontato ogni genere di problema, dal girovagare senza un campo dove allenarci e giocare passando per ogni tipo di infortunio immaginabile, il tutto con un ambiente bellissimo e che ti dà tanto, ma che mette anche tanta pressione. I ragazzi hanno avuto la capacità di adattarsi, trasformarsi emotivamente e sportivamente per migliorarsi ogni volta, fino al momento della consapevolezza nella cavalcata finale. Sono stati immensi".
Il presidente Collini, nonostante la tua poca esperienza come allenatore, e nonostante ti avesse messo in squadra fuoriclasse in grado di calamitare l'attenzione (Mindoli, Paolucci, Sgolastra...), ha riposto in te tutta la fiducia del mondo, non dubitando mai delle tue decisioni: che rapporto è stato, è il vostro?
“L’anno scorso è servito a entrambi per conoscerci. Nonostante i problemi avuti, abbiamo fatto un percorso bellissimo in coppa (Coppa Italia regionale, n.d.r.), svanita per soli venti secondi: credo che dopo la finale sia scattato qualcosa in entrambi, che ha posto le vere basi per questa stagione. Abbiamo un rapporto sincero, a volte anche troppo, c’è confronto costante e ascolto reciproco, alla fine l’ultima parola sta a lui, come giusto che sia, ma è una persona che se crede in te ti lascia lavorare, e questa fiducia per un allenatore è fondamentale. Penso di averla ripagata".
Una dedica
“Meglio due! Sicuramente alla mia ragazza che ha dovuto sopportarmi in questa stagione impegnativa: fortunatamente ci unisce la stessa passione, lei è stata fondamentale nel sostenermi sempre. Poi non posso non dedicarlo a tutti noi dello staff e della squadra, ma mi concederanno un pensiero speciale ai miei due vecchietti Daniele e Giampiero: in questo percorso ho conosciuto due uomini che, nonostante il curriculum, si sono messi a disposizione come fossero dei ragazzini, con la stessa voglia e impegno. Dei veri esempi".
Serie B: rimarrai?
“Ci stiamo prendendo tutti qualche giorno per goderci quello che abbiamo fatto, ne parleremo con calma a tempo debito”.
Alice Mazzarini