Serie A2F. Il ds Francesco Metelli racconta il suo Atletico Foligno: ''Fiero di questa realtà''

Entusiasmo e voglia di far bene: questi gli ingredienti speciali dell’Atletico Foligno, rivelazione del girone C  di Serie A2 femminile. Gli stessi che contraddistinguono il lavoro di Francesco Metelli, Direttore Sportivo della società dalla scorsa estate.


Grande uomo di sport, figura di spicco nel mondo calcistico umbro e non solo, Francesco ha portato al Foligno esperienza e solidità, oltre a una genuina, tangibile passione per la disciplina e lo sport in generale. In questa piacevolissima chiacchierata conosciamo meglio l’Atletico Foligno, una realtà di assoluto valore nel movimento femminile in Umbria. 


Ma prima, Francesco racconta il suo percorso nel mondo del calcio femminile: “Tutto cominciò nei primi anni del 2000: a coinvolgermi, il ds della Grifo Perugia Femminile, Gianfranco Santacroce, che aveva bisogno di una spalla per l’organizzazione. Io sono sempre stato uno sportivo, ma vengo da un altro mondo, quello del motocross, dove prima di distaccarmi ebbi varie esperienze dirigenziali. Santacroce convinse mia figlia a passare dal basket al calcio, e da lì fu una sequenza di eventi: iniziai accompagnando lei agli allenamenti. Approcciarmi al calcio femminile mi ricordò i miei albori, quando da ragazzino entrai nel mondo del motociclismo. Mi colpì vedere ragazze che venivano da ogni parte dell’Umbria pagando di tasca loro le spese, senza chiedere nulla: questa passione pura mi contagiò. Entrai dunque  nella Grifo Perugia, per poi diventare responsabile del settore giovanile e sfiorare i playoff con la Primavera. In seguito passai allo Julia Spello, che all’epoca aveva un settore femminile nella C regionale: divenni direttore generale e costruimmo una realtà che in pochi anni si sarebbe trasformata nel Foligno Calcio Femminile, scalando le categorie fino ad arrivare in A2. Sono stati anni molto belli e positivi. Misi in piedi anche una squadra di ragazze esordienti: in Umbria fu, credo, il primo caso di una squadra femminile iscritta ai campionati maschili”.


Poi tante altre esperienze: il San Miniato; i due anni, prima che scoppiasse la pandemia, nell’Imolese Femminile della presidente Milena Gandolfi; il Ducato Spoleto. Infine, alla porta di Francesco bussa l’Atletico Foligno: “Avevo avuto modo di conoscere la presidente Maria Serena Piorico quando io ero presidente del Foligno Calcio Femminile. Praticamente all’epoca mi portava via le ragazze…! Elisa Narcisi, il nostro capitano, è cresciuta nello Spello”. Il futsal rappresentava quindi un mondo nuovo: “All’inizio ero titubante: io amo gli spazi aperti, non mi attirava l’idea di ritrovarmi dentro un palazzetto assordante. Poi, colpito dalla bella realtà, ho deciso di compiere questo passo. E non mi sono assolutamente pentito della scelta. Qui mi trovo molto bene. Ho trovato un bel gruppo di ragazze, alla mano, che mi ha subito accettato. C’è un ambiente familiare. Il calcio a 5? Un po’ più coinvolgente di quello a undici dal punto di vista agonistico. Essendo raccolto in piccoli spazi, le azioni sono tutte più veloci e c’è più imprevedibilità. Fino all’ultimo secondo può cambiare la partita e questo mi entusiasma tanto. Poi il pubblico: in genere noi sugli spalti contiamo oltre cento persone. La confusione del tifo ti coinvolge. Ci sono anche diversi vantaggi: io ero abituato a stare al freddo e sotto alla pioggia, mentre ora sto al caldo!”.


La scorsa estate inizia dunque a prendere forma il “nuovo” Atletico Foligno, una squadra capace di stupire tutti grazie a un girone d’andata straordinario. “La rosa, con il vecchio organico e i due innesti da me portati - il portiere Arianna Proietti e il pivot Azzurra Principi, entrambe con un potenziale e una crescita importanti - era al completo. Poi questa estate, d’accordo con lo staff tecnico, abbiamo iniziato un nuovo programma di allenamenti e schemi: la mentalità è cambiata, dal calcetto si è iniziato a giocare a calcio a 5. Ed è stato un successo: abbiamo fatto tutto il girone di andata in testa. All’inizio della stagione chiesi di fare 23 punti, 2 in più rispetto ai 21 dell’anno precedente, quando la squadra si salvò in extremis. Quindi siamo andati ben oltre le aspettative”. Sui traguardi da raggiungere: “Ci divertiamo, poi sarà quello che sarà. Il nostro obiettivo era per l’appunto una salvezza tranquilla, ed eventualmente qualificarci per la Coppa. Ci siamo riusciti e dunque siamo contenti. Non per questo adesso ci adagiamo sugli allori: anche se abbiamo perso qualche punto ultimamente - dopo il focolaio di Covid in squadra sono saltati un po’ di programmi - stiamo lavorando per recuperare al meglio. Il campionato non è finito. Abbiamo ancora una Coppa da giocarci: con la Femminile Molfetta sarà dura, ma cercheremo di fare il possibile. Io ho una mentalità competitiva, perdere non mi piace mai. Nello sport vince il migliore: se l’avversario ci batte allora si studia per batterlo la volta successiva. Qui siamo una famiglia e per me la base di ogni sport dev’essere il divertimento, poi l’impegno va sempre onorato dando il massimo”. 


Infine, Francesco esprime un desiderio: “L’augurio che faccio alle ragazze è di continuare in questo modo. Sono un bel gruppo, non solo di compagne ma anche di amiche: nello spogliatoio c’è molto feeling e questo non è mai scontato. Poi auguro di non deconcentrarci e continuare su questi ritmi. Non dobbiamo vincere il campionato né la Coppa, ma se riusciamo ad arrivare alle finali sarebbe per tutti noi una soddisfazione grandissima, anche a livello personale. Noi abbiamo quasi tutte ragazze del posto, che stanno dimostrando di non avere nulla da invidiare alle giocatrici più blasonate o straniere. Essere riusciti a fare quello che altre squadre non riescono a fare nemmeno spendendo tanto, è per la società la soddisfazione più grande”.


Valentina Pochesci 




COPPA ITALIA SERIE A2 FEMMINILE