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13/09/2021 08:44

Sky Arena, le perplessità di Morlino: ''Adempimenti e responsabilità, la Divisione faccia chiarezza"

“C’è chi dice no” è il titolo di una delle più note canzoni del Vasco nazionale, ma sembra anche essere lo slogan scelto da Paolo Morlino, presidente del Petrarca Padova, per dare voce ai tanti punti interrogativi emersi dopo aver valutato a fondo la decisione della Divisione Calcio a 5 di varare la Sky Arena, di concerto con il gigante delle pay-per-view e le istituzioni territoriali emiliane, per la trasmissione delle partite che impegneranno le squadre della Serie A di futsal maschile (e anche femminile) nella stagione 2021/2022.


Una grande opportunità per la promozione del futsal in alta qualità, sia ben chiaro, un’iniziativa che ha riscosso il parere favorevole degli addetti ai lavori in maniera pressoché unanime. Ma non di tutti, perché Paolo Morlino vuole vederci più chiaro ed ha chiesto in via ufficiale, con una pec, spiegazioni relativamente a tutta una serie di condizioni che regolamenteranno la partecipazione delle squadre alle sfide trasmesse in diretta da Sky a partire dal prossimo 9 ottobre. Location degli eventi il palasport di Salsomaggiore Terme, ma indipendentemente da questo Morlino ha diversi interrogativi da porre, prendendo spunto dalla richiesta partita da Roma per l’accettazione “espressa e incondizionata” a disputare una o più gare a Salsomaggiore nel corso della stagione sportiva 2021/2022.


Cosa chiede Morlino alla Divisione? Domande che spaziano sui più fronti, dall’esposizione di cartelloni pubblicitari all’ingresso a pagamento, dai rimborsi previsti per la copertura delle spese di trasferta al rispetto della normativa sulla sicurezza agli adempimenti SIAE ma, soprattutto, sugli aspetti di maggior sensibilità dell’ultimo periodo storico, attinenti nello specifico alla normativa Covid, e alla responsabilità civile che graviterà sui club, lato questo che ha sollevato dubbi di notevole delicatezza.


“A parere della scrivente - si legge nella risposta inviata alla Divsione - la società “ospitante” non potrebbe considerarsi responsabile per eventuali carenze ed omissioni che, qualora dovessero successivamente emergere, sarebbero da ascriversi unicamente al soggetto che, agli effetti, pare essere l’effettivo organizzatore delle gare, ovvero la Divisione Calcio a 5. Si ritiene, quindi, che, a fronte della richiesta di “liberatoria”, ve ne dovrebbe essere un’altra, di senso opposto, da parte della Divisione Calcio a 5 in favore delle società, a titolo di manleva, in quanto l’effettivo soggetto organizzatore delle gare sarebbe (e sarà), secondo la prospettazione, la Divisione medesima, e non già la società “ospitante””.


Morlino, insomma, è dell’idea che le questioni della disputa delle gare alla Sky Arena “siano ben complesse e meritevoli di molteplici approfondimenti” tanto che “non possano essere evase in maniera così frettolosa e superficiale senza un adeguato contraddittorio preventivo con ciascuno degli attori coinvolti, tra cui, evidentemente, vi sono le società di Serie A”. 


E il punto sul quale il numero uno padovano sembra essere irremovibile è quello delle responsabilità: a Salsomaggiore chi dovrà assumersi gli oneri qualora sorgessero problemi nel corso degli eventi alla Sky Arena? Se dovessero, ad esempio, saltare improvvisamente le luci del palasport e la partita venisse sospesa, cosa deciderà il Giudice Sportivo in merito? Con la firma di manleva, prendendosi carico delle gare da giocare, la Divisione si assumerà anche la “responsabilità sportiva” per tutto quello che potrebbe accadere in quella sede? Oppure il problema ricadrà sulla sola società ospitante, pur senza averne benefici commerciali diretti come, ad esempio, l’ingresso a pagamento che presso l’impianto di Bassano del Grappa (nonostante il contingentamento degli spettatori) produrrebbe un significativo incasso?


Questo il dubbio prevalente che assale Morlino. Il patron petrarchino si attende che una bozza del Regolamento che verrà adottato nella circostanza, venga comunicato alle società interessante entro la scadenza del 15 settembre per una approfondita valutazione, “con la dovuta precisazione che, la mancata pubblicazione del citato Regolamento anteriormente allo spirare del termine sopra indicato, non consentirà alla scrivente società di poter maturare un idoneo convincimento in ordine alla richiesta”.


E conclude facendo notare che “ancora una volta, questa Divisione, su temi così complessi ed innovativi, non abbia svolto, con il dovuto anticipo, gli idonei approfondimenti”.


“C’è chi dice no”, cantava Vasco Rossi. E Paolo Morlino evidentemente ha le sue ragioni per dirlo.