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06/12/2021 20:00

Un record a misura di Giampaolo: ''Il segreto? Aver costruito sempre un rapporto leale coi ragazzi''

Detto sinceramente, Luca Giampaolo temeva e anche molto la trasferta di Policoro con l’Opificio 4.0, ritenuto dal tecnico lidense una delle squadre con il roster meglio attrezzati di tutta la Serie A. E invece i suoi timori sono andati a farsi friggere davanti alla sontuosa prestazione di Rafinha (quattro gol) e compagni, capaci di vincere per 7-1 minimizzando anche i disagi del fondo del PalaOlimpia, che rappresentava uno spauracchio preoccupante soprattutto perchè difficoltà presentatasi all’immediata vigilia della gara.


Insomma, il dato è eloquente. Undici vittorie consecutive, miglior striscia iniziale di sempre, agganciato Fulvio Colini al terzo posto nella classifica “storica” delle sequenze vittoriose, a due successi dallo stesso Special One e da Massimo Ronconi che si spartiscono il primato assoluto della nostra Serie A. E Luca Giampaolo va giustamente fiero di quello che sta ottenendo con il suo Syn-Bios: ma cosa può rappresentare per un allenatore un record del genere.


“Sensazioni uniche. Io sono un allenatore fortunato. Ho vinto molti campionati (9, n.d.r.) e molte coppe (4, n.d.r.), ma aver conquistato questo record, anche se so benissimo che non mi darà nessun titolo o trofeo, rappresenta molto per me. Rappresenta molto per il viaggio che sto facendo da 24 anni all'interno del pianeta futsal. Non importa, prestissimo perderemo, è normale. Nessuno vince sempre. Ma ora devo godermi questo momento e ringraziare il presidente Morlino per tutto quello che sta facendo per me da cinque anni a questa parte, e tutto il gruppo di giocatori che alleno, perché allenamento dopo allenamento mi dimostrano la loro professionalità e la loro stima”.


Ma tutto questo come è stato possibile realizzarlo? Luca Giampaolo come ha pianificato questo percorso e quanto è stato importante il rapporto che il tecnico ha creato coi suoi giocatori? 


“11 vittorie di fila nelle prime 11 giornate di Serie A è un record assoluto. Me lo tengo stretto. Lo custodisco dentro di me come frutto di anni e anni di studio, di tentativi, di scelte. Ma anche di errori. Assolutamente di errori: in questi anni ne ho fatti molti, ma mi hanno fatto crescere. Mi hanno aiutato a costruire rapporti sempre migliori con i calciatori che compongono le rose che mi mette a disposizione la società. Tra i segreti, se mai ce ne fossero, uno è proprio questo: instaurare un rapporto onesto e leale con i calciatori, considerandoli esseri umani con pregi e difetti, sia umani che tecnici”.


- A chi dedichi questo record?


“Una dedica speciale la faccio a uno dei miei figli, Roberto. Lui è un ottimo giocatore di futsal. Ha una qualità tecnica da Serie A. Deve solo avere la fortuna di poter lavorare con allenatori bravi che possano insegnargli quei ‘trucchi del mestiere’ necessari per farsi un bagaglio significativo. Se così sarà, presto ci sarà la corsa ad accaparrarsi le sue prestazioni sportive. Ha carattere e cervello. Si, la dedico a lui perché è proprio un bravo giocatore”.