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02/09/2021 14:40

Un solo italiano (a stelle e strisce) in Lituania. Moretti: ''Con gli USA dimostrerò quanto valgo''

Ci saranno le Isole Salomone. Ci sarà l’Uzbekistan. Ci saranno addirittura Panama e l’Angola. L’Italia no. Perché l’allora Italfutsal di Alessio Musti il passaporto per la Lituania lo ha clamorosamente gettato alle ortiche in Portogallo, mettendolo nelle tasche di Ricardinho e compagni ma anche della Finlandia, che a sua volta lo ha sprecato nei playoff con la Serbia.


Però ci saranno gli Stati Uniti, il che non è una novità, affatto. Perché gli USA l’appuntamento col Mondiale l’hanno fallito in rare circostanze. Ma più che mai in questa edizione saranno al centro delle attenzioni anche dei supporter di casa nostra. Perché è proprio con la Nazionale “stars and stripes” che sbarcherà in terra baltica l’unico giocatore italiano che avrà il privilegio di disputare l’edizione iridata del post-Covid. Stiamo parlando di Diego Moretti, portiere di sconfinata esperienza (Forlì, Cosenza, Pesarofano, Cobà, Petrarca Padova e Montesicuro le sue ultime “location” agonistiche), che l’atterraggio a Vilnius lo farà nel giorno in cui spegnerà le 39 candeline. Perché l’8 settembre, gli Usa saluteranno il ritiro di Bratislava, in Slovacchia, per far rotta verso la capitale lituana, dove giocheranno due delle tre partite del girone di qualificazione. 


Una vera e propria gratificazione per Diego Moretti, che vede avvicinarsi sempre più il gioco dello storico esordio nella rassegna più importante del futsal. Ma cosa significa per Diego, unico italiano "puro", disputare i Mondiali nell'edizione in cui l'Italia che gioca e che tifa resterà a guardarli in TV?


“Per me poter giocare questo Mondiale è come raccogliere da questo sport un po’ tutto quello che gli si è dato. Giocando in italia e non vedere la Nazionale italiana al Mondiale dispiace, è ovvio, perché è come se il campionato italiano perdesse un po' del suo valore in ambito internazionale, quando invece per me il suo livello sta salendo ogni anno sempre di più. Sono sicuro che questa crescita avverrà anche per la nostra Nazionale che sta affrontando un nuovo percorso fatto di nuovi giocatori e di un mister che sta portando idee ed una mentalità vincente. Questa mancata qualificazione al Mondiale potrebbe anche far scattare qualcosa come lo è stato per la Nazionale di calcio, giunta dopo una delusione (l’esclusione dal Mondiale russo del 2018, n.d.c.) a fare un qualcosa di incredibile a distanza di tre anni”.


- Non hai mai avuto la possibilità di vestire la maglia azzurra, però gli USA non ti hanno ignorato: andare ai Mondiali con un'altra nazionale è anche motivo di riscatto oltre che di soddisfazione?


“Questa possibilità che ho con gli Stati Uniti è un motivo di riscatto solo verso me stesso, poter dimostrare di essere competitivo mi darebbe la certezza di esser un portiere di livello”.


- Siete in ritiro a Bratislava, tra qualche giorno volate in Lituania. Raccontaci come stai trascorrendo questo periodo e come si sta svolgendo il lavoro di preparazione all'evento.


“Qui in ritiro ci alleniamo due volte al giorno, con una sessione al mattino e una al pomeriggio per poi affrontare un sessione video dopo cena. In questo momento la ricerca della migliore condizione fisica è la cosa più importante, un infortunio a questo punto ti può rovinare il sogno”.


- Gli Stati Uniti sono inseriti in un girone di ferro, l'F, che aprirete affrontando nientemeno che i campioni in carica dell'Argentina. Come state preparando questa sfida, considerando sia l'importanza del match, il primo del girone, che l'impatto che avrà il risultato nel proseguimento del vostro percorso? Con voi ci sono anche Iran e Serbia: con l'Argentina chiaramente favorita, che cosa pensi delle altre due rivali?


“Tutti noi sappiamo il valore del nostro girone e sappiamo anche che tecnicamente e tatticamente le nazionali che affronteremo saranno per ovvi motivi più preparate di noi. Dove possiamo competere è nelle fisicità e nella mentalità che metteremo in campo, non sarà facile ma sono sicuro che usciremo a testa alta”.


- Infine il dopo Mondiale... Ignorare la carta d'identità e continuare a dimostrare che sei un portiere senza età e senza limiti, oppure stai coltivando qualche progetto extrasportivo da sviluppare per il futuro?


“Per il dopo mondiale non escludo niente. Sto cercando di crearmi il mio futuro fuori dal calcio a cinque, ma sento che ancora posso e voglio dare qualcosa a questo sport. Il tempo mi aiuterà a capire la cosa migliore da fare”.


Intanto, caro Diego, un grande “in bocca al lupo” assolutamente dovuto. Tieni alti i colori dell’Italia, anche se sul campo… non saranno azzurri.


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