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10/05/2025 16:01

"Formati in Italia" e "formati dalla società": partecipazione al gioco, cosa cambia nella normativa?

Il presidente della Divisione Calcio a 5, Stefano Castiglia, incontrerà le società di Serie A martedì 13 maggio, per approfondire con loro i temi legati alla nuova normativa che verrà ufficialmente varata il prossimo primo luglio relativamente alla definizione dei giocatori che potranno prendere parte ai campionati nazionali di futsal vantando i vari status di formato. Un incontro di chiarimento più che mai opportuno, che magari sarebbe stato il caso organizzare a monte, per condividere con le società - intanto quelle di Serie A, prime destinatarie della nuova regolamentazione - quelle che di fatto saranno le regole salienti che modificheranno l’assetto delle rose prevedendo nuove quote, con particolare riferimento ai “non formati” e ai “formati dalla società”.


Come possiamo giudicare questa iniziativa? Fermo restando la nostra posizione critica (avremo modo di spiegare in altre occasioni i motivi), vogliamo essere in parte favorevoli perchè è stata finalmente condivisa dall’istituzione quella che era una necessità lapalissiana, ossia ridare qualità a un movimento che ha dichiaratamente palesato un calo di competitività a ogni livello, pagando dazio sul fronte internazionale con un regresso nel ranking tanto UEFA che FIFA. Perchè - però chiediamo - questa “correzione”, che riguarderà comunque un certo numero di giocatori, non è stata presa precedentemente in considerazione, in maniera tale da tamponare l’emorragia di quei ”non formati”, la stragrande maggioranza dei quali italiani di passaporto, cha hanno salutato le scene del nostro futsal a causa della Riforma Bergamini? 


Ma torniamo all’attualità. C’è un nodo del contendere ed è quello che riguarda lo status del “formato in Italia”, che non è nient’altro che la nuova denominazione del semplice status di “formato”, che viaggia su due percorsi paralleli. “Formato in Italia” è quel giocatore che ha già acquisito lo status di “formato” e da questo punto di vista, tecnicamente, non cambierà nulla, ne sarà la naturale prosecuzione; mentre torneranno a essere riviste le posizioni di tutti quei giocatori, ovviamente in prevalenza non italiani, di età compresa tra i 15 e i 21 anni, che indipendentemente dalla data del loro primo tesseramento hanno giocato nei campionati nostrani per almeno tre stagioni, anche non consecutive. 


Sinceramente non sappiamo di quanti calciatori stiamo parlando, ma non sono certamente pochi, trattandosi di tutti quegli atleti che sono stati tesserati tra i 15 e i 18 anni, che hanno disputato prima del compimento del 21esimo anno, almeno tre stagionalità in Italia, anche non consecutive. Questo significa che il trasferimento in prestito ad altra società non interrompe, come sostiene la nuova normativa, la continuità del vincolo, che riguarda anche la determinazione dei criteri per ottenere lo status di “formato dalla società”. Ossia, la continuità non decade anche in caso di prestito temporaneo ad altro club - anche di calcio a undici - nel periodo considerato per la formazione.


L’aspetto rilevante è rappresentato dall’efficacia della retroattività. Seppure l’attuazione delle nuove disposizioni è previsto con la pubblicazione del Comunicato Ufficiale n.1 all’inizio della nuova stagione sportiva, per la determinazione sia dei nuovi “formati in Italia” che dei costituendi “formati dalla società”, si potranno prendere in esame tutti i casi - per quanto riguarda i primi - discussi in precedenza; mentre per i secondi si terrà conto quanto meno di tutti quei giocatori che risultano vincolati per il medesimo club da almeno tre stagioni alla data del primo luglio 2025. 


Solo in questa circostanza, come avevamo giustamente fatto notare, le società di Serie A, che saranno le prime destinatarie dell’obbligatorietà di presentare nelle rose almeno tre atleti “formati dalla società”, potranno soddisfare quanto richiesto dalla nuova normativa che ha istituito la compilazione delle liste dei roster di gioco, che entrerà in vigore con l’inizio della nuova stagione sportiva. Liste sulle quali vale comunque la pena fare una dovuta riflessione.


Le disposizioni che verranno attuate a riguardo, stabiliscono che la rosa della prima squadra di una società di Serie A sia composta da 20 nominativi, dei quali la metà attinenti giocatori “formati” e “formati in Italia”, tre giocatori come detto “formati dalla società” e sette giocatori “non formati” e “non formati in Italia”. I confronti con i club di Serie A hanno portato la Divisione Calcio a 5 a definire l’accordo che per la stagione sportiva 2025/2026 prevederà la possibilità di iscrivere nella lista di gioco di un numero massimo di cinque giocatori “non formati”. In attesa di sapere se, magari, possa venire ripristinata la lista “da 14” in vigore a livello europeo, permanendo lo stato attuale, per i “formati in Italia” e i “formati dalla società” rimarranno solo sette caselle: con quali percentuali verranno riempite? Anche questo è un punto che verrà discusso con i club della massima serie.


In conclusione, al di là di quelli che saranno i numeri interessati - e ci riferiamo ai giocatori che la nuova normativa rilancerà sul #futsalmercato con lo status di “formato in Italia” - non possiamo non dire che ci troviamo davanti a una sorta di controriforma che può comunque creare le condizioni per recuperare quel livello di competitività dei nostri campionati nazionali i quali hanno pagato per diverse stagioni il dazio di scelte che noi abbiamo sempre ritenuto incondivisibili, motivando le nostre posizioni.


E’ un primo passo per un ritorno verso la “normalità”? Lo prendiamo come un segnale, sostenuto dalla volontà di correggere errori che il nostro futsal ha subito, ma al quale devono seguire altre riforme importanti, come la ristrutturazione dei campionati nazionali, la rivisitazione delle regole del gioco affinché vengano uniformate tra i vari campionati regionali in funzione anche dell’interazione con l’attività nazionale, e la pianificazione di un serio progetto che valorizzi il futsal giovanile e ne elevi il livello favorendo il processo di formazione attraverso una rilettura dei campionati, introducendo quelle categorie funzionali al completamento dell’iter formativo.


Questa è la nostra chiave di lettura: l’istituzione di viale Tiziano ne terrà conto?