12/05/2026 18:59

Agrigento, un trionfo per niente annunciato. Burgio: "La ricetta? Compatti, equilibrati e concreti"

L’Agrigento è andato oltre le previsioni nella finalissima regionale dei playoff siciliani. Addirittura, per certi versi, ha sovvertito i pronostici portando a casa una vittoria per 7-3 sulla quale, oggettivamente, anche dal fronte Trombatore c’è stato ben poco da commentare. E parlando proprio della partita con la Trombatore, è venuto di getto chiedere subito a mister Armando Burgio cosa ha permesso alla sua squadra di prendere il largo in maniera così decisa dopo il momentaneo pareggio degli avversari, tanto da acquisire un vantaggio rivelatosi poi incolmabile?


“Dopo il pareggio della Trombatore la partita, paradossalmente, si è aperta ancora di più. Il nostro 2-1 nasce da una situazione di contropiede finalizzata dal portiere: siamo stati bravi a leggere l’azione, ma bisogna anche riconoscere che in quel momento gli avversari avrebbero potuto trovare loro il gol del vantaggio. Da lì in avanti la Trombatore ha scelto di giocarsi praticamente tutto con il quinto di movimento, già negli ultimi minuti del primo tempo e poi per tutta la ripresa. È una soluzione che ti dà superiorità numerica e un vantaggio posizionale nella metà campo offensiva, ma allo stesso tempo ti espone tantissimo: basta un errore o un passaggio sbagliato e rischi di concedere gol a porta vuota. Noi siamo stati molto ordinati nella fase difensiva, lucidi nelle letture e bravi a sfruttare le loro incertezze. Credo che la differenza sia stata proprio lì: nella capacità di restare compatti senza perdere equilibrio e nel trasformare le palle recuperate in occasioni concrete per allungare il vantaggio fino a renderlo incolmabile”.


- Agrigento che è arrivato all'epilogo della stagione regionale avendo acquisito maturità e consapevolezza nelle proprie possibilità. La squadra è giunta al top della sua crescita o ci sono ancora i margini per un ulteriore miglioramento proprio in vista della fase nazionale?


“Ai ragazzi, prima della partita, ho chiesto una cosa semplice ma molto importante: mettere in campo la versione migliore di loro stessi. Credo che ci siano riusciti, ed è questo che mi rende più orgoglioso al di là del risultato finale. La crescita della squadra è stata evidente soprattutto in questo finale di stagione. Penso alle difficoltà incontrate contro l’Isola, quando eravamo sotto di quattro gol, alla prova di maturità contro il Palermo e poi alla finale contro il Rosolini. In ogni partita la squadra ha mostrato qualcosa in più dal punto di vista della personalità, della gestione dei momenti e della consapevolezza dei propri mezzi. Detto questo, non credo esista una squadra arrivata davvero al limite della propria crescita. Nella vita come nello sport non si smette mai di migliorare. Abbiamo sicuramente raggiunto un livello importante, ma penso che ci siano ancora margini di miglioramento, soprattutto in vista della fase nazionale, dove serviranno ancora più attenzione, equilibrio e capacità di leggere i dettagli delle partite”.


- Primo avversario della fase nazionale sarà il Reggio: considerazioni sui vostri prossimi sfidanti e aspettative per l'ultimo mese di gare che può valere la Serie B?


“Senza voler svelare troppo, stiamo preparando la sfida contro il Reggio con la stessa attenzione e la stessa cura con cui abbiamo preparato tutte le gare precedenti. In questa fase della stagione i dettagli fanno la differenza e bisogna arrivare pronti sotto ogni aspetto. Affronteremo una squadra importante, con giocatori di grande esperienza, molti dei quali hanno calcato campi di Serie A2. Questo, inevitabilmente, alza il livello della sfida e ci impone grande attenzione. Noi però dobbiamo continuare a fare ciò che ci ha portati fin qui: lavorare con umiltà, restare compatti e avere fame. Ci siamo guadagnati la possibilità di vivere quest’ultimo mese che può valere la Serie B e vogliamo giocarci le nostre carte fino in fondo, con entusiasmo ma anche con grande equilibrio”.