04/11/2023 09:41
Un’altra sanzione per la Gadtch. Non bastava la legnata legata alla costrizione della rinuncia al campionato Under 19 assunta dalla società perugina dopo l’ammutinamento di sei giocatori, che hanno deciso di disertare l’attività l’indomani dell’amara esperienza in Coppa della Divisione, presa forzatamente alla vigilia del via del campionato nazionale di categoria dovendo lamentare una evidente carenza di elementi, impossibile da colmare nel breve periodo viste la mancanza di opportunità sul territorio per il reperimento di altri giocatori per rispettare l’obbligatorietà prevista dai regolamenti della Divisione Calcio a 5.
Nel comunicato numero 170 pubblicato il primo novembre, la Gadtch è stata multata di 250 euro dopo la partita con il New Real Rieti, peraltro pareggiata per 1-1, “per essersi presentata in campo con inseriti in distinta N° 9 giocatori anziché i 10 minimi previsti dal C. U. 62/2023”.
La contestazione che la dirigenza perugina muove è semplice: perchè una sanzione così pesante presa senza considerare quelle che sono state le circostanze che l’hanno prodotta? Ma soprattutto, qual è il grado di misurazione del livello delle infrazioni per le quali il giudice sportivo decide di irrogare sanzioni amministrative, in tante situazioni assolutamente sproporzionate rispetto all'effettiva gravità della "colpa" da punire?
“Un’altra sanzione a nostro carico - è il commento amaro del presidente Gabriele Gaggia. - Dopo i 6000 euro per la rinuncia al campionato Under 19, i 100 euro per la mancata presentazione della distinta elettronica, ecco arrivate i 250 euro per esserci presentati in 9 invece che con 10 giocatori in lista come vogliono i regolamenti. Premesso che non posso contestare le multe in quanto tali poiché sono sanzioni previste e di cui ero a conoscenza, la cosa che più mi delude sono i 250 euro che ci sono stati irrogati per essersi presentati con un giocatore in meno. Solo chi vive nel mondo reale del calcio a 5 sa che su una rosa di 15-16 persone, perchè tante ne abbiamo noi a disposizione per la prima squadra di Serie B, di cui tre portieri, potrebbe verificarsi una giornata disgraziata, in cui sei costretto a rinunciare anche a 6 giocatori. Sabato scorso, a Rieti, avevamo due giocatori fuori per lavoro, tre infortunati e uno squalificato; avendo rinunciato all’Under 19 non avevamo ragazzi da aggregare e purtroppo siamo dovuti andare a giocare in 9. E questa che colpa sarebbe? Ci siamo presentati con la miglior formazione disponibile, nel rispetto di quanto impongono le NOIF in relazione alla correttezza sportiva, tanto che abbiamo pareggiato per 1-1”.
Più di una volta, da queste colonne, abbiamo levato l’indice verso sanzioni inconcepibili. Che purtroppo continuano a leggersi sui comunicati. Una per tutte? La questione della patch da apporre obbligatoriamente sulle magliette, per quale motivo poi? E vogliamo parlare di quella per la mancata diffusione dell'inno della Divisione? Ci si preoccupa dell’immagine (sic!) e si appioppano sanzioni inconcepibili, punendo invece con il minimo sindacale la mancata presenza di assistenza medica a bordo campo, fondamentale per il primo intervento e, diciamolo, per salvare vite umane. Gaggia insiste, a ragion veduta.
“Ho letto di società punite per tafferugli con una multa di soli 200 euro, e perché noi 250 per esserci presentati con un uomo in meno? La nostra ‘colpa’ sarebbe più grave? Sinceramente non riesco a capire la ratio di questa politica sanzionatoria in generale, in particolare modo questa del numero minimo di giocatori in lista. E soprattutto questa disparità di importi rispetto ad altre infrazioni: i 100 euro per l'assenza del medico a bordo campo? Cosa a mio parere molto più grave. E non è non sottovalutare il fatto che non siamo potuti essere in 10 anche a causa della mancanza degli under per la cui ci sono stati affibbiati 6000 euro di multa. Che cosa avrei dovuto fare, tesserare seduta stante un passante e chiedergli di venire in panchina per risparmiare 250 euro e poi, contestualmente, rischiare di perdere la partita, ricordo pareggiata 1-1 a Rieti in 9, perchè paradossalmente non era formato? Fermo restando che non lo avrei mai fatto, non è nello spirito del calcio a 5 che intendo io”.
La riflessione finale di Gaggia è uno dei luoghi comuni che ormai pervadono il mondo del futsal, massacrato anche dall’introduzione della Riforma dell’Ordinamento Sportivo.
“Andiamo avanti così, finché ne avremo voglia. Ma è garantito che certe decisioni la voglia te la fanno passare. Quello che sta succedendo a me”.