25/03/2026 09:30
Daniele Di Vittorio è stato sicuramente il principale artefice della promozione in Serie B dell’Hatria Faras. Alla seconda stagione sulla panchina del club del presidente D’Eusebio, ha ottenuto un risultato che il sodalizio attuano inseguiva sin dalla sua fondazione, approdando con un turno di anticipo sul previsto nel nazionale.
Ma la sua riflessione parte da una considerazione di massima.
“È stato un campionato dal punto di vista tecnico/qualitativo un po’ più basso, perché c’è stata la limitazione a solo a due ‘non formati’ che ha abbassato un po’ il livello. Basta pensare che Superequum e Celano lo scorso anno avevano metà della rosa composta da stranieri il ed esprimevano un quintetto sicuramente più intenso e importante. D’altro canto, però, il campionato è stato, secondo me, uno dei più difficili degli ultimi anni, sia perché Il livellamento era appunto più evidente e sia perché è stato un campionato ridotto a 12 squadre, quindi, con la possibilità di poter commettere pochi errori, perché non c’era la possibilità poi di rimediare”.
Al contrario, il percorso dell’Hatria Faras ha avuto un avvio piuttosto difficile prima che la squadra ingranasse lanciandosi verso la vetta e la conquista della promozione.
“Dopo la partenza un po’ sottotono il nostro campionato si è snodato su tre partite fondamentali: quella di Vasto dove al 30’ perdevamo 6-2 e poi abbiamo vinto 7-6; quella con il Minerva in casa, dove ad inizio del secondo tempo stavamo sotto 3-0 per poi vincere 4-3 segnando all’ultimo secondo di gioco; e infine la partita vinta a Miglianico all’inizio del girone di ritorno, che ci ha la dato consapevolezza di potercela fare”.
Il resto è un percorso che, eccezion fatta per i due ko iniziali, è stato pressoché immacolato. Ma i meriti di una marcia così imponente vanno comunque ascritti a coloro che l’hanno sostenuta, ossia i giocatori.
“Va da sé che per vincere un campionato - rimarca Di Vittorio - c’è bisogno dell’apporto di tutti i giocatori perché durante la stagione, tra infortuni e squalifiche, se non hai un roster all’altezza alla fine si paga pegno. Il nostro rendimento, oltre ai soliti nomi come Lona, Dodò Correja e Angelozzi, è stato costantemente elevato anche in tutti gli altri componenti della rosa, a partire dal portiere Di Sante che probabilmente ha disputato la stagione più continua degli ultimi anni. Passando per Alex Maura e Alessandro Nunziato, che quest’anno hanno giocato a livelli altissimi; capitan Giorgini, sempre presente sempre sul pezzo; Isaia Casciano ed Emanuele Giansante, giocatori ritrovati, che hanno aiutato la squadra nei momenti difficili. Ed ancora i vari Di Girolamo, Cirelli, Agostinelli…tutti giocatori che sono stati importanti per la squadra e determinanti in alcune partite”.