08/04/2026 09:00
Shusei Kanayama, per tutti Hide, ha abbracciato il progetto Monteleone la scorsa estate convinto che avrebbe avuto un percorso importante. E così è stato. Oggi, conquistata la Serie B, il fantasista nipponico, che vive in Umbria ormai da diversi anni, si sente appagato della scelta fatta?
“Sono molto contento che siamo riusciti a ottenere la promozione col Monteleone. La squadra ha dimostrato coi risultati che la scelta che ho fatto non è stata sbagliata”.
- Monteleone che ha monopolizzato l'intera stagione, vincendo prima la Coppa Italia regionale e poi centrando la promozione. Quali sono stati i meriti che la squadra ha saputo esprimere sul campo e che poi alla lunga hanno fatto la differenza?
“Credo che i punti di forza della squadra risiedano nel supporto ricevuto dallo staff dietro le quinte, che ci ha permesso di concentrarci sulla partita, e nella presenza dei tanti tifosi che hanno riempito di energia il nostro palazzetto. Il forte desiderio di ripagare il caloroso sostegno di tutti e il grande senso di responsabilità che sentivamo prima di ogni partita, siano stati i fattori determinanti che ci hanno portato alla vittoria”.
- La tua stagione è stata condizionata da un infortunio ed è coincisa con la fase nazionale della Coppa Italia che vi ha visto uscire di scena al primo turno. Il grande rimpianto è proprio non aver potuto dare il tuo contributo nel momento che il Monteleone si è affacciato fuori dalla scena umbra?
“Questa è stata la prima volta che ho saltato una partita per infortunio. Ero molto dispiaciuto di non esser potuto scendere in campo. A dire il vero, mi dispiace ancora di non aver potuto giocare su un palcoscenico così importante. Tuttavia, ho imparato molto guardando la squadra dalla panchina, e penso che siano state un'esperienza e una lezione preziose”.
- Il tuo futuro tra lavoro e futsal: al di là se rimarrai al Monteleone, il percorso italiano di Kanayama sarà ancora diviso in due... tra utile e dilettevole oppure sogni un giorno di fare un salto di qualità a livello sportivo?
“So quanto sia difficile conciliare il futsal con il lavoro da chef. Ma onestamente non voglio rinunciare a nessuno dei due sogni. Potrà sembrare arrogante, ma finché c'è anche solo una minima possibilità, non credo sia impossibile. Ma in questo momento riuscire a conciliare le due cose è la mia priorità assoluta”.