20/08/2023 18:55
Ci hanno detto che siamo sempre critici. Anche troppo. Non è certo colpa nostra se dalla torre di controllo finora abbiamo rilevato solo situazioni che inducono alla polemica, che in verità, per come la vediamo noi, dovrebbe essere uno stimolo a comprendere una cosa abbastanza lapalissiana: se qualcuno fa notare una stonatura vuole dire che ne evidenzia l’esistenza, nella speranza che, magari, chi di dovere ne tragga beneficio per eventualmente porsi delle domande e, se possibile, dare anche delle risposte. Ma questo finora è accaduto raramente (ci piace ricordare il comunicato sulle multe per la mancata apposizione delle patch, prima pubblicato e poi sospeso): giammai una “semplice testata giornalistica” può dire a chi vive nella stanza dei bottoni quello che bisogna o non bisogna fare.
Ma per noi di Calcio a 5 Anteprima non è che il prurito sotto il naso sia un difetto congenito. Sinceramente vorremmo evitare di scendere sempre in discussioni, ma quello che però vediamo esula francamente dal modo nel quale interpretiamo certe norme e valutiamo certe situazioni del nostro futsal. Questo tuttavia non ci esenta dal poter essere propositivi: d’altronde anche da piazzale Flaminio qualcuno ha ardito suggerirci di contribuire al miglioramento delle "cose istituzionali" con semplici suggerimenti. E allora perché non mettere a disposizione l’esperienza che chi scrive ha acquisito vivendo, seppur in maniera marginale, l’ambito federale guidando per tanti anni le segreterie di club di calcio non solo in campo regionale ma anche nazionale? Che sia un’idea… illuminante?
IL NODO DELLE TRASFERTE AEREE - Da dove iniziare allora questo pezzo propositivo? Pensiamo che l’aspetto più caldo e sensibile sia quello legato all’aumento delle spese nelle quali molte società incorrono per la gestione delle trasferte, soprattutto quelle che comportano voli aerei da e per la Sardegna ma anche per la Sicilia. Non passa stagione che si leva prima un grido d’allarme e poi, alla composizione degli organici e la stesura dei calendari, si passa direttamente al grido di dolore: come far fronte alle migliaia di euro da spendere per volare nelle isole dal continente?
Una premessa è tuttavia d’obbligo: di quello che fanno le altre federazioni non ci interessa niente, ogni disciplina ha regole e norme differenti per cui non crediamo sia il caso addentrarci nelle comparazioni. Riteniamo però una nota di equità e di giustezza che la Divisione prenda a cuore le esigenze di quelle società che, rispetto ad altre, sono chiamate ad affrontare impegni esterni disagiati, ossia che comportano l’organizzazione di veri e propri programmi di viaggio con spese destinate inevitabilmente a maggiorarsi. E in questa fascia inseriamo i club del continente chiamati ad andare a giocare in Sardegna o in Sicilia, ma anche quelle società insulari che devono spostarsi per raggiungere le più disparate sedi di gioco lungo la Penisola.
UN ESEMPIO DAL CALCIO… CHE FU - Chi scrive, nella stagione 1988/1989, visse un’esperienza particolare e unica nel suo genere. All’epoca, nel campionato nazionale di calcio Interregionale (l’attuale Serie D), militavano ben 15 società della Sardegna: vennero divise in due gruppi, 8 nel girone H, composto anche da squadre laziali (del nord) e abruzzesi; e 7 nel girone I, in cui militavano anche le laziali del sud e alcune campane. Come poter far fronte allo stillicidio dei costi che comportavano tutte queste trasferte, da affrontare con la compagnia di bandiera di allora visto che quelle low-cost ancora non esistevano?
Il problema lo risolse il Comitato Interregionale, del quale all’epoca era segretario Melchiorre Zarelli, oggi presidente del Comitato Regionale del Lazio, prendendo l’iniziativa in maniera diretta. Che accadde? Zarelli chiuse un accordo con l’Alitalia per dedicare una tratta aerea specifica alle squadre sia del continente che dell’isola: un aereo decollava la domenica mattina da Fiumicino per Cagliari, sbarcava le continentali che dovevano giocare nel Sud della Sardegna e imbarcava le cagliaritane che dovevano andare nel continente; poi saliva ad Alghero e faceva altrettanto con chi doveva giocare al nord dell’isola, imbarcando le sarde che dovevano andare nel Lazio o in Abruzzo e ritornava a Roma. La sera della domenica, il giro veniva effettuato nuovamente ripartendo da Fiumicino: certo, capitava di rincasare anche alle 3 di notte, ma il risparmio per le società fu enorme visto che non dovettero sborsare una lira. Ovviamente il servizio (che durò per tutta la stagione) veniva effettuato in quei fine settimana in cui i calendari imponevano a un corposo numero di società di partire per trasferte da e per l’isola. Poi, con la retrocessione di otto società sarde (vale a dire tutte quelle previste nei gironi H e I) nella stagione successiva non se ne avvertì più l’esigenza e non venne riproposto.
NUOVE (MA STORICHE) ESIGENZE - Certo, ripeterlo oggi a favore delle società di futsal non sarebbe affatto proponibile, anche perchè le sarde di Serie B quest’anno sono divise in tre raggruppamenti (e quelle della B femminile in due), senza dimenticare Leonardo e Sestu militanti in A2 Elite e in Serie A2: ma i costi per i club coinvolti comunque restano e la Divisione non può certo disinteressarsi della problematica. Per questo sarebbe opportuno studiare un sistema di contribuzione che permetta ai club di godere di un sussidio straordinario, anche perchè non crediamo che le casse di piazzale Flaminio, al termine delle iscrizioni, abbiano fatto registrare ammanchi, come non crediamo che possa risultare improponibile vagliare una convenzione con le compagnie aeree operanti sulle tratte interessate per individuare una tariffa “ad hoc” che consenta a chi deve volare di non dissanguarsi. Quella volta, ripetiamo, l’iniziativa la prese direttamente il Comitato Interregionale della FIGC: cosa vieta alla Divisione trovare una soluzione congrua al riguardo?
Che, si badi bene, non deve certo limitarsi ad agevolare soltanto quelle società che devono volare da e per le isole, ma può anche favorire chi deve magari spostarsi tra località distanti, come per esempio accadrà per le squadre di Serie A, dell’A2 Elite (il Cesena dovrà recarsi dodici volte a più di 300 chilometri di distanza tra Roma, la Puglia, la Calabria e la Sicilia) o alcune del girone A di A2 (vedi Aosta e Maccan Prata): perchè non studiare una convenzione "ad hoc" con Trenitalia o NTV (la società che gestisce Italo) per disporre di tariffe di favore (non certo quelle vigenti per gli sconti sui gruppi CONI) da poter applicare su quei determinati treni che possono permettere di raggiungere le sedi di gioco? Sarebbe una vera e propria mano santa per i club che potranno usufruirne! E le compagnie che aderiranno, in cambio potranno ricevere la giusta visibilità in termini pubblicitari attraverso l'inserimento dei rispettivi brand nel novero delle aziende sponsorizzatrici istituzionali in tutte le campagne della stagione.
E le società di Puglia e Sicilia costrette a sobbarcarsi trasferte bibliche nel girone D di Serie A2? Fermo restando che la composizione di quel girone è stata un’autentica mancanza di attenzione di chi lo ha “progettato”, come non rendersi conto che le società che dovranno spostarsi sulle tratte Puglia-Sicilia e viceversa non solo andranno incontro a trasferte della durata di almeno due giorni e mezzo, ma la spesa incombente rischia di far lievitare i costi di gestione della stagione anche di 20/25 mila euro! E queste società non possono essere lasciate in balia degli eventi e liquidate le loro richieste senza valutare un adeguato sostegno di carattere economico. Anche perchè, facendo i conti della serva e senza metterci a indagare, pensiamo che dopo le iscrizioni non manchino certo le risorse per venire incontro alle legittime richieste delle società interessate da queste autentiche odissee.
A fronte di tutto ciò vogliamo rammentare per l’ennesima volta che ci sono sempre i regolamenti della LND (ma anche lo Statuto della FIGC) a ricordare che la Divisione è le società che disputano i campionati nazionali di calcio a 5 e il Consiglio Direttivo deve lavorare unicamente per rispondere alle loro necessità e risolvere le questioni legate allo svolgimento dell’attività. E poi c'è quell’esempio del Comitato Interregionale nella stagione 1988/1989 che deve insegnare. Eccome deve…