25/04/2023 17:49

La Gadtch si gode la Serie B. Veschini, una dedica speciale: "Per mio padre Ugo... ha voluto così"

Nella vittoria di un campionato solitamente i meriti si attribuiscono in parti uguali tra chi va in campo, chi gestisce i giocatori e la dirigenza che assicura in maniera permanente la sua vicinanza al gruppo squadra. Ma nel caso della promozione della Gadtch questi equilibri cambiano, perchè se è vero che i giocatori sono stati i protagonisti della grande rimonta perugina e la società ha fatto sempre sentire la sua presenza, c’è stato un personaggio che con il suo modo di fare, il suo carattere, le sue idee e, diciamolo, la sua capacità a interpretare mentalmente e tatticamente le varie situazioni, ha veramente fatto la differenza.


Stiamo parlando di Marco Veschini, uno che ha sempre creduto nelle qualità del suo roster, uno che ha sempre visto l’aspetto positivo anche nei momenti in cui c’era davvero da mettersi le mani tra i capelli (come non dimenticare il tracollo di Rieti in coppa e l’incredibile pareggio di Orvieto con due gol presi in una manciata di secondi in pieno recupero), uno che ha sempre messo la sua persona e la sua personalità in qualsiasi episodio o situazione di questa stagione tanto incredibile per come si è sviluppata che per come si è conclusa.


E con il Ponte San Lorenzo è stata la giusta apoteosi del tecnico di Deruta.


“Che dire? Così l'avevamo preparata e così l'abbiamo giocata, pressing asfissiante e palleggio veloce sin dal fischio iniziale: il campo lo ha detto con chiarezza”.


- Fine del campionato, ringraziamenti d’obbligo mister?


“Assolutamente. Ringrazio tutti i ragazzi per quello che hanno fatto, ringrazio la società per la rosa che mi ha messo a disposizione e il grazie più grande ai miei due eccezionali collaboratori, ossia il mio secondo Manuele Tomassetti e il preparatore dei portieri Roberto Pelliccia”.


Ma è anche il momento delle dediche. Marco Veschini commuove col suo pensiero stupendo.


“Di dediche ne ho fatte molte ma una per me è speciale. Ad inizio stagione ero sul punto di non iniziare viste le condizioni di salute di mio padre, ma lui non ha voluto che abbandonassi. Ad ottobre, purtroppo, è venuto a mancare e sono sincero nel dire che forse all'inizio, pur cercando di nasconderlo, non ero proprio me stesso. Per cui questa vittoria è tutta per mio padre, che avrebbe pagato oro per vedermi vincere insieme a suo nipote”.


Un desiderio comunque realizzato: da lassù papà Ugo lo ha sicuramente apprezzato.








Nella foto: mister Marco Veschini tra il suo vice Tomassetti (a sinistra) e il preparatore atletico Pelliccia