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13/02/2022 02:52

La riforma dei ''non formati'' metterà in liquidazione il futsal: la Serie A rischia il tracollo!

La voce è cominciata a circolare nella giornata di sabato. Sinceramente, in tempi di Carnevale, pensavamo ad uno scherzo. Invece, a quanto pare, non lo è. Ma in attesa di notizie certe diciamo non dovrebbe esserlo, con quel condizionale che francamente regge poco. 


Stiamo parlando della “riforma” che nei prossimi giorni potrebbe letteralmente trasformare il futsal italiano del futuro. Ma affatto in senso migliorativo. Perché se è vero che dalla prossima stagione in Serie A potranno essere presentati in lista solo tre giocatori “non formati”, in A2 due e in B addirittura uno solo, il nostro amato futsal potremo tornare a richiamarlo nel giro di qualche mese con quel termine “calcetto”, che è probabilmente rimasto caro agli attuali dirigenti che il campo di gioco lo hanno vissuto un quarto di secolo fa, quando il calcetto si praticava con un normale pallone bianco a spicchi esagonali neri e le “suolate” erano giochetti di prestigio per maghi della sfera a rimbalzo ordinario.


Ebbene, questo è lo scenario che si potrebbe presentare davanti ai nostri occhi se questa riforma verrà attuata. Perché la Serie A dimezzerà drasticamente il proprio potenziale tecnico e verrà di fatto declassata al rango di un campionato forse di terza fascia nel ranking UEFA. Già lontana oggi dal reggere la competitività con Spagna, Portogallo e Russia, figuriamoci cosa sarà delle nostre principali rappresentanti che si presenteranno in campo continentale con 3 soli giocatori “non formati” e con liste composte da nuove promesse del calcio a 5 provenienti dal calcio, o meglio dagli scarti del calcio, perchè sarebbe illogico credere che per competere con le potenze europee si riceverà dal Grande Fratello del pallone il sostentamento umano tecnicamente all’altezza e già forgiato per confrontarsi con i club di blasone del nostro continente.


Ma la domanda che ci poniamo, e che chi di dovere dovrebbe porsi prima di muoversi, è dove li troviamo tutti questi “calcettisti” indigeni che saranno in grado di compensare l’ingente perdita tecnica che questa riforma provocherebbe, già pronti per dimostrarsi all’altezza dei Lozano, degli Antoshkin o degli Zicky e, d’amblè, risolvere il problema che ha scatenato la figuraccia olandese, madre di questa iniziativa che va nel senso opposto di quella che ci si aspettava dall’istituzione di piazzale Flaminio? Restando in tema Nazionale, ci si rende conto che oggi, nomi alla mano, gli azzurrabili solo “made in Italia”, che giocano in Serie A arrivano scarsi a 40 unità? 


La Serie A è in allarme. L’incontro che si svolto tra i vertici della Divisione Calcio a 5 e la Commissione rappresentativa delle società della massima categoria, ha lasciato letteralmente di stucco i presidenti. Va bene che Bergamini aveva detto nelle sue recenti interviste di essere pronto ad adottare anche iniziative impopolari, ma tornare indietro di 25 anni proprio no. Caro presidente, ma è sicuro che questa è la strada giusta? Spedire a casa decine e decine di giocatori che sono il fulcro del calcio a cinque ai quattro angoli della Penisola per innestare nella nostra disciplina atleti che troverebbero nel futsal l’alternativa al loro fallimento nel calcio? 


Questa riforma sa tanto di manovra di liquidazione del nostro futsal. E mentre in Europa il Portogallo trasforma la Liga Placard in un campionato professionistico, la Germania fa partire la Bundesliga per iniziare la manovra di avvicinamento alle grandi e solo l’Inghilterra va in controtendenza, con la Football Association che taglia i fondi addirittura alla Nazionale, in Italia si preferisce tornare alle origini per trovare la soluzione del problema. Ossia ricominciare tutto daccapo.


Ma vogliamo ancora sperare che sia davvero uno scherzo di Carnevale…


cas.