18/03/2026 21:30
Da anni ormai mister Luca Giampaolo rappresenta uno degli allenatori più preparati e apprezzati del nostro futsal. Reduce dalle recentissima promozione in Serie A del Vinumitaly Petrarca, che ha riportato nella massima categoria per la terza volta dopo quelle del 2019 e del 2024, il tecnico ostiense com'è ormai ben noto a tutti ha legato il suo nome in maniera indissolubile al sodalizio padovano che allena ininterrottamente dal 2017, dopo aver guidato altre squadre prestigiose come Regalbuto, Augusta, Latina, Monza e Cefalù. Durante la sua ormai trentennale carriera (prima esperienza sulla panchina dell'Ostia nel 1998), mister Giampaolo ha aumentato il suo bagaglio di conoscenze tecniche sviluppando e perfezionando nel tempo la sua personale visione del calcio a 5. Una visione che ora l'allenatore laziale ha deciso di condividere con addetti ai lavori e appassionati riassumendola in 24 principi illustrati nel suo nuovo libro, intitolato appunto "Il metodo Giampaolo: i 24 principi imprescindibili del mio futsal". Intervistando lo stesso coach del Petrarca, presentiamo quindi quest'opera che va ad arricchire con preziosi contributi la letteratura specificatamente dedicata al mondo del pallone a rimbalzo controllato.
- Mister, innanzitutto cosa ti ha spinto a scrivere un libro su quello che è il 'metodo Giampaolo'?
"Sicuramente la voglia di poter divulgare tutte le mie conoscenze del futsal, costruite in 28 anni di carriera ininterrotta, in molte regioni italiane e in tutte le categorie, con - e su questo mi ritengo molto fortunato - molti successi all'attivo".
- Nello specifico, in che modo questo "manuale" sul tuo modo di concepire e fare futsal si propone di contribuire alla crescita e all'arricchimento del bagaglio tecnico-culturale di chi avrà piacere di leggerlo?
"È un libro di oltre 280 pagine, con dentro i miei 24 principi imprescindibili sul futsal. È il mio punto di vista, quello che io credo sia indispensabile per far rendere al massimo i propri calciatori, e far sì che un allenatore conquisti la stima del gruppo che allena. All'interno, alla fine di ogni capitolo, il lettore può, inquadrando un QR code, vedere molti video di partite di alto livello, che dimostrano come quel principio possa essere funzionale in maniera concreta sul campo. Non è un libro di schemi come 1000 altri che già esistono. È una mia visione del futsal, costruita in quasi 30 anni d'esperienza, che può essere più o meno condivisibile, ma che comunque crea stimolo a cercare la leadership di un allenatore. Il libro è acquistabile su Amazon (CLICCA QUI)".
- Riguardo la realizzazione, il libro è stato scritto a quattro mani insieme al tuo collaboratore mister Sposato, tuo vice in prima squadra al Petrarca e responsabile tecnico delle giovanili. Com'è stato condividere questo processo di scrittura insieme a un allenatore che ormai conosci bene e che sta dando il suo contributo importante alla crescita dello stesso Petrarca?
"Il libro è stato scritto a quattro mani con mister Luigi Emanuele Sposato, il quale, in questo anno e mezzo di lavoro sul libro con me, ha ricoperto un ruolo fondamentale. Senza di lui non lo avremmo mai realizzato. Il suo contributo è stato necessario perché si tratta di un allenatore preparato, intelligente ed estremamente serio nel suo lavoro. Lo ringrazio per aver accettato di entrare con me in questo faticoso progetto, che ci sta regalando però grande soddisfazione".
- Oltre a quello di Sposato, hai potuto contare anche sul contributo di altre figure tecniche? Se non sbaglio, anche un tuo grande amico come Alfredo Paniccia ha avuto modo di partecipare, confermi?
"Sì, ho chiesto personalmente ai miei amici Alfredo Paniccia e David Calabria di scrivermi la prefazione del libro, perché sono due professionisti esemplari di questo nostra disciplina. Con Alfredo, che reputo uno dei migliori tecnici italiani, ho un rapporto fraterno. David lo considero il vero fuoriclasse del mondo "portiere". Come tutti sanno io ho un modo tutto mio di allenare i portieri, e negli anni ho costruito le carriere di giovanissimi e nuovi portieri come ad esempio Ale Falcone, Fiuza, Bastini, Feverati, poi tutti diventati grandi estremi difensori, con soddisfazione enorme. Ma ogni volta che ho un dubbio su una situazione relativa ai portieri io telefono sempre alla stessa persona: David Calabria, e puntualmente il mio dubbio sparisce. Un fuoriclasse per eleganza e preparazione".
- Per concludere, pensi che la crescita del movimento possa crescere anche con iniziative del genere? Mi spiego meglio; al momento il confronto con i grandi tecnici del calcio a 5 italiano passa attraverso clinic specifici, senza dimenticare i momenti di contaminazione interna tra allenatori "studenti" che avvengono nelle aule di Coverciano e di tutti quei centri tecnici dove si ottengono le varie licenze. Il futsal italiano ha bisogno di coltivare anche una letteratura tecnica per poter accrescere le competenze dei suoi allenatori? O in realtà sotto questo punto di vista c'è già una produzione prolifica?
"Io da sempre mi batto per far crescere questo sport. Ho iniziato a scrivere rubriche nel 2008. Ho fatto da relatore ai primi clinic già 20 anni fa. Io come David e altri ci siamo battuti chi in un modo, chi in un altro, per far sì che questo nostro sport facesse passi da gigante. È sempre attraverso il confronto e lo studio che si potrà continuare a migliorare. Il problema del nostro sport non è nella preparazione dentro il campo. Dentro al campo è pieno di professionisti preparati".
Lorenzo Miotto