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17/05/2021 12:05

Verso la stagione 2021/2022: Serie A e A2 a posto, ma per la cadetteria i numeri sono insufficenti

Ora che i numeri delle somme sono (quasi) certi si possono iniziare a fare i primi calcoli per disegnare la nuova pianta organica del futsal nazionale della prossima stagione. Ci ha pensato il comunicato numero 1347 a mettere le cose in chiaro, facendo capire che comunque sia, anche nonostante gli interventi correttivi apportati dalla Divisione Calcio a 5 attraverso il taglio delle retrocessioni verso il regionale e l’abolizione dei playout, nello scacchiere complessivo dei campionati maschili dell’annata agonistica 2021/2022 rimarranno diversi spazi vuoti. Per capire quanti, e soprattutto dove, mettiamo proprio mano ai numeri. 


LA SERIE A TORNA A 16 SQUADRE - Cresceranno di due unità le partecipanti al prossimo campionato, come previsto dall’ormai famoso comunicato n.25: al posto di CDM Genova, Pescara e una tra Mantova e Aniene ritroveremo L84 Volpiano, Olimpus Roma, Manfredonia e Napoli, oltre alla vincente dei playoff che vede ancora in corsa Arzignano, Active Network Viterbo, Futsal Cobà a Polistena. Dunque in tre scendono in A2 da dove ne salgono cinque, e fin qui non ci piove.


48 SQUADRE IN SERIE A2… ANZI 49 - Verrà riproposta la formula dei quattro gironi da dodici squadre ciascuno. I  numeri ci sono, anche qualcosina in più. Bubi Merano, Rutigliano e New Taranto sono state cancellate dalla geografia in conseguenza ai loro ritiri a stagione avviata: a loro vanno sommate le quattro retrocesse in B (Prato, Mirafin, Castelfidardo e Siac Messina) determinate dal comunicato 1347 e le cinque promosse, appunto, in A, per un numero che si assesta 36 unità, cui aggiungere le tre in arrivo dalla A (vedi sopra) e le dieci dalla B (già certe Lecco, Sporting Altamarca, Modena Cavezzo, Cus Ancona, Fortitudo Pomezia, Sporting Sala Consilina, Aquile Molfetta e Catanzaro, si aggiungeranno le due vincitrici dei playoff). Il conto si chiude a 49, una squadra in più rispetto al massimo previsto dall’organico, per cui non potendo chiaramente sperare che una società non si iscriva, al momento un girone dei prossimi quattro sarà composto da 13 squadre oppure, per pareggiare i numeri, si dovrà procedere a tre ripescaggi per comporre quattro raggruppamenti numericamente equivalenti. Ma se ne riparlerà al momento opportuno.


LA NUOVA SERIE B PARTE DA… -10 POSTI - Subito ad occhio si capisce che bisognerà sicuramente metter mano a ripescaggi e ammissioni dai regionali, ossia da quei Comitati che beneficeranno di questo lasciapassare avendo ripreso l’attività ufficiale. E di domande ne serviranno già in partenza almeno una decina: i numeri non lasciano altre vie di uscita. 


All’inizio della stagione 2020/2021 in organico c’erano 107 squadre, ridotte a 103 alla luce delle quattro rinunce (in ordine di tempo Atletico Frattese, Antonio Padovani, Bisceglie e Real Augusta). Da questa quantità vanno tolte le dieci promosse in A2 (vedi sopra: otto vincitrici dei rispettivi gironi e due attraverso i playoff) e le otto retrocesse nei regionali (Ossi, Maniago, Bagnolo, Grottaccia, Forte Colleferro, Città di Fondi, Sporting Venafro e PGS Luce Messina): il totale si assesta a 85 unità. 


Qui vanno aggiunte le quattro retrocesse dall’A2 (Prato, Mirafin, Castelfidardo e Siac Messina) e le tredici che saliranno dalla Serie C1, di cui nove vincitrici dei rispettivi tornei e quattro attraverso i playoff. Per cui le società che avranno diritto a chiedere l’iscrizione al campionato cadetto della stagione 2021/2022 saranno 102. Esattamente dieci in meno di quella soglia ormai tanto nota che equivale a 112 unità: dunque serviranno almeno dieci domande tra richieste di ripescaggio e ammissione per arrivare a quell’entità. 


Noi aggiungiamo che è nostra speranza credere nel salvacondotto che la FIGC possa riservare quanto meno al Bubi Merano, per il quale è già stata riconosciuta in sede disciplinare la causa di forza maggiore per il suo ritiro, provocato - vogliamo ancora ricordarlo - dagli effetti delle restrizioni introdotte dalla Provincia Autonoma di Bolzano a causa del dilagare nell’area della variante sudafricana del Covid, che ha di fatto reso impossibile al sodalizio meranese di rispettare il pesante calendario di recuperi (ben dodici in poco più di un mese) che era stato predisposto dalla Divisione Calcio a 5.


Il tutto al netto di eventuali rinunce, fusioni ma anche scelte di ridimensionamento che popolano il mare delle opzioni estive. Anche qui numeri al momento sconosciuti, sui quali gravano le problematiche innescate dalla crisi dovuta al Covid e al consistente calo di sostegni economici dal tessuto imprenditoriale e commerciale che sono stati sempre l’elemento trainante dell’economia del futsal e degli sport dilettantistici in generale. Insomma, a conti fatti, se da una parte Atene (leggasi Serie A e A2) può sorridere, dall’altra Sparta (ossia la Serie B) al momento non può far altro che piangere, sperando che le cose si sistemino strada facendo e i numeri si possano gradualmente correggere per arrivare a quella “quota 112” occorrente per far quadre tutto. Lo capiremo solamente vivendo… nelle prossime settimane, anche se una cosa è più che mai certa: serve una riforma seria e concreta, profonda e razionale, dei campionati nazionali di futsal e non è affatto il caso di perdere ulteriore tempo.