02/12/2025 11:00
Era il mese di giugno del 2018, quando il mondo del futsal italiano venne devastato da una notizia capace di far mancare il respiro: la Luparense, ossia la società più vincente della storia della nostra disciplina, comunicava la decisione di interrompere totalmente l’attività, dalle giovanili alla prima squadra, capace di vincere sei scudetti nel decennio precedente. Nessuno se lo aspettava, anche perchè la squadra del presidente Stefano Zarattini aveva terminato il campionato di Serie A edizione 2017/2018 (conquistato per la sesta volta la stagione precedente) alle spalle dell’Acqua&Sapone, vittorioso alla finale tricolore: ma la decisione stava già covando e quando venne ufficializzata fu devastante.
“Tutto il mondo sa quello che ha fatto la Luparense e non solo”.
Sono le prime parole che pronuncia proprio Stefano Zarattini, che ricorda con grande orgoglio, ma anche profonda nostalgia i tempi belli di quella Luparense vincente.
“Vi erano tante squadre che producevano spettacolo tutte le settimane, una grande rivalità tra squadre di alto livello. Mi viene in mente il primo scudetto vinto contro la Lazio (era la stagione 2006/2007, n.d.c.), il nostro palazzetto era stipato all’inverosimile… veramente tutt’altra cosa: e quando parlo di quel calcio a 5 mi vengono sempre i brividi. 25 anni di storia mi hanno portato a conoscere uomini veri, calciatori, presidenti, personaggi che mi hanno fatto crescere arrivando a conoscere gente nuova, mondi nuovi e soprattutto calciatori che hanno fatto si che la Luparense sia diventata la società più titolata d’Italia. Nel cuore mio, quando vedo certe immagini, si spalanca una porta: ho passato metà della mia vita nel futsal, solo chi ha potuto vivere questa esperienza comprende i motivi per cui ancora oggi mi vengono i brividi”.
L’addio al calcio a 5 per tuffarsi nel mondo del fratello maggiore. In quel periodo la Luparense vivacchiava nei campionati regionali minori: l’avvento di Zarattini ha prodotto - com’era facilmente prevedibile - un’escalation che ha portato i Lupi di San Martino a vincere tre campionati di seguito approdando in Serie D. Dove la Luparense staziona ormai da sei stagioni. Ma ancora per poco...
“Ho un obiettivo preciso - mette in chiaro Zarattini - andare tra i professionisti, ma voglio fare una premessa: la Luparense è stata una delle prime società italiane a svolgere la doppia attività, siamo arrivati in Serie D disputando anche la Serie A di futsal, ma alla fine è inevitabile che devi concentrarti su un’unica cosa. L’impegno nel calcio è totale per arrivare al professionismo e, non lo nascondo, stiamo lottando per fare qualcosa di importante. Ma parlare di calcio a 5 è come se stessimo parlando... di un mio figlio, sento sempre i tanti campioni che sono passati da queste parti, tutti personaggi e uomini veri che non si sono più ritrovati nel percorso della nostra società ma coi quali ci si sente frequentemente. Ed è qualcosa di bello perchè quando qualcuno ti cerca e ti fa sentire importante come fai a dire che non è un bel ricordo? Quando rimangono relazioni e rapporti umani nel tempo, e oggi non è affatto scontato, è una cosa bellissima”.
La domanda, a questo punto, viene spontanea e con essa la speranza che la risposta nasconda un qualcosa di positivo e ben augurante: Stefano Zarattini tornerà nel futsal con la sua Luparense? Da più parti è stato percepito che un qualcosa in questo senso, potrebbe realizzarsi.
“Se un giorno si potesse aprire una porta per il calcio a 5? Ci posso anche pensare, ma oggi dobbiamo concentrarci sulla Serie D e sull’impegno che ho assunto che è quello di raggiungere la Lega Pro nel calcio a undici. Ora il calcio a 5 rappresenta una mia nostalgia, un passato che mi piace e al quale penso sempre con grande piacere. E se un giorno ci potessero essere delle opportunità per tornare in campo ti dico che le valuto”.
Ma Zarattini non può non chiudere la sua chiacchierata rilevando un aspetto che è lo specchio della realtà, una specie di spaccato del futsal di Serie A di oggi.
“Vedo che ci sono ancora tanti campioni che sono passati per la Luparense che continuano a giocare a certi livelli: vuol dire che abbiamo scritto veramente qualcosa di importante, qui sono passati campioni del mondo e campioni d’Europa. Ci sono tanti nomi che potrei ricordare, tutta gente che ha avuto una grande personalità dando alla Luparense qualcosa che non ho mai ricevuto in altri sport. E se questa è diventata una delle società d’Italia più conosciute anche nel mondo, un motivo ci sarà”.
cas.
Foto: Padova Oggi