Palmanova, salvezza ottenuta con grinta. Criscuolo: “Stagione travagliata, ma ne è valsa la pena”

Un’altra annata travagliata, ma ancora una volta si è potuto apprezzare un Palmanova che si è esaltato nelle difficoltà tirando fuori gli artigli per una salvezza fondamentalmente meritata.

Tra gli artefici di questo traguardo c’è anche l’allenatore Beppe Criscuolo.

“Sì, un’annata molto travagliata, tra tantissimi problemi. Forse, con il senno di poi, facendo un passo indietro non so nemmeno se avrei iniziato. Alla fine, però, per come è andata, ne è valsa la pena. Nonostante tutti i problemi siamo riusciti a centrare la seconda salvezza consecutiva in Serie B”.

La vittoria contro il Giorgione nell’ultimo turno è stata solo uno dei tanti esempi…

“Come accaduto durante l’arco di tutto il campionato, siamo stati sempre in una situazione da ultima spiaggia. Tutte le gare erano delle finali e quella di Castelfranco è stata l’ultima che abbiamo affrontato, in ordine temporale, con la consapevolezza di non poter sbagliare e così è stato”.

Se da una parte il gruppo e la grinta sono stati i punti di forza di questa squadra, quelli deboli dove li individui? E dove magari pensi ci possano essere dei rimpianti?

“I punti deboli sono tanti. Quando siamo partiti lo sapevamo già che dovevamo combattere da subito. Sapevamo che la strada per la salvezza sarebbe stata dura e da giocare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, cosa che poi si è rivelata tale. Individuare punti deboli adesso sarebbe facile, a salvezza ottenuta; purtroppo, quando si combatte per la sopravvivenza e i risultati non arrivano la colpa è sempre dell’allenatore, come giusto che sia. Quello che posso dire è che in questa categoria le chiacchere stanno a zero e si gioca con i piedi e la testa”.

Per il prossimo anno ci si sta già iniziando a pensare?

“Al momento no. Mi sono preso una pausa dopo la vittoria di Castelfranco Veneto e sono una persona che ha bisogno di stimoli. Se non li trovo è giusto fermarsi un momento. Un momento che per me è inteso come settimane. Il fustal, di sicuro, fa parte della mia vita. Ora è tempo di ricaricare le batterie e nel giro di un paio di settimane valuteremo il da farsi”.