04/07/2026 23:24
Parlare di Roberto Dalia dall’inizio finirebbe per diventare un fiume di aneddoti, di storie, di racconti e di curiosità. Per cui meglio iniziare… dalla fine, dal Roberto Dalia che ha deciso di vivere stabilmente in Brasile e di intensificare la sua attività di talent-scout nel mondo del calcio. Proprio per questo bisogna parlare di un libro di vita… al contrario, partendo da Rayan, al secolo Rayan Vitor Simplicio Rocha (foto in gallery 1). Perchè Rayan? Perchè proprio Roberto Dalia è stato uno dei primi a capire le potenzialità di quel giovane attaccante classe 2006, emerso nel Vasco de Gama, che da lì a poco avrebbe spiccato il volo verso la notorietà.
“Ormai vivo in pianta stabile in Brasile - ci racconta Roberto Dalia - dove faccio l’osservatore e già nelle giovanili (del Vasco de Gama, n.d.c.) avevo visto le potenzialità di Rayan e lo seguivo, finché in prima squadra non arrivò mister Fernando Diniz, che qualche anno prima era stato commissario tecnico ‘a interim’ del Brasile: lo consigliai, lui puntò su Rayan facendolo letteralmente esplodere e diventare il miglior giovane del campionato brasiliano. Lo avrebbe voluto anche la Lazio ma Lotito decise di non scommetterci, cosa che invece ha fatto il Bournemouth”.
E quel giorno iniziò la favola di Rayan nella Premier League, vissuta da protagonista con il Bournemouth, con la chiamata di Carlo Ancelotti nel Brasile impegnato nei Mondiali americani: prima la convocazione, poi il posto nell’undici titolare. Ma Rayan è solo l’ultimo di una lunga serie di giocatori che Roberto Dalia ha scovato in giro per il Sudamerica e portati in Italia e in Europa: da Castillo (Bari, Pisa e Fiorentina) a Fideleff (Napoli), da Campagnaro (Piacenza) a Chancellor (Brescia), Rincon (Genoa)n Arteaga (Palermo) per finire a Preciado e Sanchez, andati a giocare con Sparta Praga e Ajax.
Ma Roberto Dalia, pur dedicandosi al calcio che conta, non si è dimenticato del calcio a 5, sua grande passione… e qui dovremmo tornare indietro nel tempo per aggiornare l’elenco delle stelle che ha lanciato nella nostra Serie A. Segue il futsal curando anche i rapporti con tanti calciatori che si sono fatti conoscere altrove: dalla Penisola Iberica alla Russia fino al Kazakhstan, dove nel 2010 è atterrato quello che è considerato uno dei portieri più forti della storia del calcio a 5 mondiale, ossia Leo Higuita. Un totem tra i pali, un portiere che è diventato una vera icona del futsal internazionale, che ha fatto la storia del Kairat e portato la Nazionale kazaka fino al podio del ranking mondiale.
Le cronache degli ultimi giorni ci hanno riferito che Higuita abbia deciso di lasciare il Semej, il club dove si è trasferito lo scorso anno, battuto nella recente finale per il titolo nazionale proprio dal Kairat, la sua ex squadra, risultato che lo avrebbe spinto a prendere questa scelta clamorosa che, come abbiamo scritto, potrebbe avere un risvolto altrettanto impensabile, vale a dire lo sbarco in Italia con l’approdo nella nostra Serie A, che non sembra essere affatto una possibilità remota.
“Spero che ci siano squadre della Serie A interessate a lui”, ci ha detto nel salutarci. Non crediamo che la cosa passerà inosservata: i lettori cosa dicono?
Nella foto: Roberto Dalia insieme a Luciano Moggi