03/09/2026 11:30

ACSS Mondolfo, la stagione del presidente Giacometti: "Il tempo ci sta regalando i suoi frutti"

Michele Giacometti è il presidente che ha avuto il coraggio di costruire senza fretta, partendo dal niente e puntando su due ingredienti tanto semplici quanto preziosi: professionalità e pazienza. Ha investito sugli allenatori, sul settore giovanile e sulla crescita dei ragazzi, aspettando che il lavoro quotidiano desse i suoi frutti. Oggi, quei bambini che correvano sui campi sono diventati giocatori della prima squadra, e quella società costruita passo dopo passo comincia finalmente a raccogliere quanto seminato. Benvenuti a Mondolfo, casa dell’ACSS.

 

-Anni fa avete fatto una scelta ben chiara: far nascere e crescere i vostri giocatori, puntando sull’identità, piuttosto che sul “tutto e subito”, e il tempo sembra vi stia dando ragione: quanto è stato importante costruire un progetto basato sui giovani e sulla crescita del gruppo, invece di puntare esclusivamente su giocatori già affermati?

"La nostra fortuna, anzi mi verrebbe da dire la nostra resilienza, è di essere nati come Scuola Calcio, che ha rappresentato e sta rappresentando la chiave di volta del nostro percorso. Molte società sono nate facendo il percorso inverso, ovvero nate con una prima squadra, sull'onda di successi effimeri o disponibilità economiche del momento. Abbiamo da subito non cercato scorciatoie, ma piano piano abbiamo costruito una forte identità e quando un ragazzo cresce con questi colori (un nostro ragazzo, quando fa un campionato Under 15 ha già alle spalle 7-8 anni di calcio a 5) ha già uno spiccato senso di appartenenza. In questi 18 anni di lavoro quotidiano stiamo raccogliendo tante soddisfazioni, affermando NOI i nostri giocatori su importanti palcoscenici".

 

-C1 significa confrontarsi con realtà più esperte e strutturate. Qual è, secondo te, la principale sfida che attende la tua squadra?

"Ci apprestiamo al nostro terzo anno di C1, ma vorrei essere onesto: se mi avessi posto questa domanda tre anni fa ti avrei detto che eravamo i meno esperti e i meno strutturati per questa categoria. Oggi siamo preparati e prontissimi. La principale sfida? Affrontare gli avversari con un'età media ancora più bassa dello scorso anno!”

 

-Che caratteristiche deve avere il Mondolfo per essere protagonista in questa stagione?

"Il lavoro iniziato circa venti giorni fa con il nostro nuovo timoniere, Giovanni Ditommaso, che guiderà la nostra prima squadra, ha e avrà una caratteristica ben precisa: replicare quanto di buono fatto con le categorie giovanili, dove il deus ex machina ha fatto incetta di trofei”.   

 

-Che campionato ti aspetti? Ci sono squadre che consideri particolarmente attrezzate per il vertice?

"Il campionato che ci aspettiamo? Sempre durissimo da affrontare, dove almeno sulla carta non ci dovrebbe essere una squadra "ammazza campionato". Ma proprio per questo ancora più competitivo. La squadra che può arrivare alla fine? Sicuramente chi negli scorsi anni è rimasta attaccata ai vertici, una su tutte il Bayer Cappuccini. Ma difficile ricondurre tutte a un’unica compagine, possono arrivare in fondo sia quelle ormai strutturate alla categoria che le neopromosse”.

 

-Qual è il messaggio che vuoi rivolgere ai giocatori prima dell’inizio del campionato?

“Ai ragazzi ho già rivolto un grosso in bocca al lupo per questa nuova sfida, dove oltre a giocare per se stessi, devono giocare per quel senso di appartenenza di cui parlavamo all'inizio. E ancor più giocare per un loro compagno di squadra, vittima di un brutto incidente stradale. Forza Tommy ti aspettiamo!"


-Qual è il sogno del presidente per questa stagione?

"Sognare non costa nulla. Questa per me è la decima stagione da dirigente, anni bellissimi, dove ho conosciuto questo fantastico sport, dove ho conosciuto tante persone, dove ho stretto legami e amicizie, dove ho pianto per poi ridere quindi, in parte, i miei sogni si sono già avverati. Al momento ne rimangono due nel cassetto. Spero in una prossima intervista di vederli realizzati."

Alice Mazzarini