25/09/2026 15:30
L'Antenore Sport Padova ha messo nel mirino il turno preliminare di ritorno della Coppa Divisione, con i biancorossi che domani pomeriggio affronteranno in casa il Team Giorgione già battuto all'andata per 3-0. Partendo dalla bontà della prestazione offerta sette giorni fa a Tombolo, abbiamo quindi presentato l'incontro proprio con l'allenatore dell'Antenore, Andrea Rozzato, cercando di capire a che punto è il percorso di preparazione e crescita della squadra, specie in vista del debutto in Serie A2.
- Sabato vi aspetta il match di ritorno con l'Antenore. Cosa ti è piaciuto della prestazione dell'andata che vorresti trovasse riconferme anche davanti al vostro pubblico?
"Vorrei rivedere l'atteggiamento mentale che tutta la squadra è riuscita a mettere in campo dal primo minuto fino all'ultimo. Siamo stati in grado di soffrire quando era necessario farlo, di mantenere il possesso o andare in transizione, pressare o coprirci. Con tutti i limiti di questo periodo dell'anno, sapendo che in queste gare la testa può essere pesante tanto quanto le gambe, ai ragazzi vanno fatti i complimenti per la partita d'andata fatta a Tombolo. Giocare in casa può essere solo una spinta in più, il pubblico magari non sarà quello delle grandi occasioni, visto che siamo solo ad inizio stagione, ma sono sicuro che chi ci sarà ci darà una mano a fare una buona prestazione in campo e a provare a superare il turno".
- Riprendendo anche quello che diceva Diego Papi, ci sono molta solidità, compattezza e consapevolezza nel vostro gruppo, forse più di quanto già non ce ne fosse nella stagione precedente. C'è qualche aspetto in cui però vedi che c'è ancora tanto da fare per poter arrivare pronti all'A2?
"Abbiamo tra le mani un gruppo di giocatori che per la maggior parte sono ancora in formazione. Ognuno di loro può crescere ancora in aspetti come quello della performance atletica o migliorare, per quanto possibile, le capacità tecniche. Quello che però fa la differenza è la capacità di assorbire esperienze, sbagliare, e imparare, in particolare rispetto agli aspetti tattici e mentali del gioco. Tempi e spazio, riconoscere le situazioni e reagire, piccoli dettagli che cambiano l'evoluzione e il tempo di gioco come i blocchi per liberare linee di passaggio o possibilità di calciare in porta. Alfredo Paniccia è stato, ed è, un mio punto di riferimento e mi ha sempre detto che questo è uno sport con una maturazione lenta, ci vuole tanto tempo per raggiungere il picco esperienziale. Se mi piacesse che i ragazzi crescessero in qualcosa sarebbe sicuramente in queste piccole cose, anche perché l'A2 ce lo chiede".
l.m.
Foto: Romeo Carraro