09/10/2026 10:08
Il calendario non poteva fare di meglio che regalare a Rubens Cadoni la partita più sentita per il debutto stagionale del Monastir davanti ai suoi tifosi. Il 35enne laterale ritroverà da avversario quella San Sebastiano di cui ha vestito con grande slancio la maglia per numerose stagioni fino a metà del precedente campionato, dopo di che ha salutato Ussana per guardarsi attorno. Quindi è arrivata la sirena del Monastir.
“Diciamo che mi sono preso metà anno di riposo per dedicarmi a questo nuovo progetto - spiega Rubens - che mi vede impegnato su altri fronti, oltre da giocatore anche da allenatore per Under 19 e prima squadra femminile”.
- Ma come stai vivendo l'attesa e quali saranno le emozioni che proverai all'ingresso in campo?
“Che dire… queste partite sono sempre belle da giocare, sopratutto quando le giochi davanti al tuo pubblico. Con la maglia della San Sebastiano ho vissuto delle stagioni indimenticabili, contribuendo a scrivere la storia del club. Ora giocarci contro sarà strano, ma sicuramente bello. L’attesa per me è abbastanza normale ma l’ingresso in campo sarà una botta d’adrenalina unica”.
- Per il Monastir lo sbarco nel girone con le laziali non è stato felice, considerando il ko rimediato all’esordio contro la Lazio Sud Academy. Ma guardando oltre il 3-1 del campo, potete recriminare per episodi che potevano girare a vostro favore? La prestazione nel complesso com'è stata?
“Posso dire che era una partita alla nostra portata, sicuramente qualche episodio ci è girato male. Ma la fortuna la dobbiamo creare noi lavorando giorno dopo giorno. La prestazione è stata ottima, dobbiamo colmare qualche piccola lacuna così da poter essere più concreti sotto certi aspetti”
- Hai giocato nel girone laziale già un paio di anni fa con la San Sebastiano, lo ripeti quest'anno: che cosa lo rende difficile ma al tempo stesso affascinante?
“Sicuramente la storia del girone laziale racconta sempre di campionati difficili per ambiente, fisicità e altri fattori che caratterizzano appunto questo gruppo, ma ciò che rende difficile ma speciale questo girone è che ogni partita è una vera guerra e sino all’ultimo secondo tutto può cambiare”.
- Il Monastir, infine, è ancora alla ricerca di una sua identità di squadra: pensando al decorso della stagione senti di essere ottimista valutando il livello della rosa di quest'anno?
“La rosa è ottima, dobbiamo solamente trovare il nostro mix stabile tra giovani ed esperti”.