25/09/2026 12:25

Monastir, tre ruoli in uno per Mereu: "Vogliamo ripercorrere la storia... ma guardando al futuro"

Dire che domani, a Elmas, si riparte dallo 0-0 è quasi un eufemismo, ma in realtà sarà proprio così. Cosa ha determinato il risultato a occhiali nella gara di andata? Una domanda che abbiamo rivolto a Roberto Mereu, giocatore ma anche direttore sportivo del Monastir.


“Per noi che siamo una squadra nuova sarà un altro buon test per vedere a che punto siamo. La gara di andata è stata positiva per l’approccio e per iniziare a mettere minuti di partite vere nelle gambe e nella testa”.


Osservazione piu’ che giusta considerando che per molte squadre sarde ci sono poche possibilità di verificare la condizione in test precampionato all’altezza. Se poi parliamo del Monastir, il quadro si articola maggiormente: in estate è arrivato Simone Perra in panchina, che si è sommato ad una trasformazione dello stesso roster sulla composizione del quale il lavoro di Mereu è stato importante. Ma è un Monastir ancora tutto da svelare o qualcosa di interessante si comincia a intravedere dopo queste prime settimane?


“Per allestire la squadra - osserva Mereu - siamo ripartiti da una base storica che è stata quella della scalata alla Serie A, compresi i giovani che hanno fatto parte del percorso e che ora sono diventati adulti, allo stesso modo abbiano integrato tanti nuovi giovani interessanti per replicare quel percorso. Allo stesso modo abbiamo aggiunto giocatori importanti come Giulio Mura, Gigi Cogotti e Claudio Valdes per cercare di mantenere la categoria e con la giusta programmazione, il prossimo anno fare un ulteriore passo avanti. Ci tengo anche dire che in tutto questo ha contribuito in maniera particolare Massimo Nurchi, che è anche il capitano della squadra”.


La società ha affidato a Roberto Mereu un compito importante: quello di direttore di un settore giovanile che da anni vince tutto in Sardegna. 


- Come hai preso questa decisione e quale è la responsabilità che ti senti avere sulle spalle dopo aver ricevuto questo incarico?


“Sicuramente è una responsabilità perché si va a completare un percorso strutturato della società con una doppia disciplina, allo stesso modo si cerca di portare più ragazzi a conoscere il mondo del calcio a 5 carcando di far crescere il movimento che, con le nuove regole sugli stranieri, ha sempre più la necessità di avere italiani bravi da far crescere”.