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07/08/2026 11:30

Ripescaggi, organici e gironi: le linee che hanno portato alle scelte decise dal Consiglio Direttivo

Ne stiamo sentendo tante da martedì pomeriggio, da quando cioè la Divisione Calcio a 5, al termine del Consiglio Direttivo di inizio settimana, ha partorito organici e gironi dei campionati nazionali. Non possiamo nascondere che anche noi siamo stati tempestati di telefonate e messaggi, sia su whatsapp che sui nostri social, soprattutto polemici sulle modalità di composizione dei gironi in particolare dei campionati maschili: recriminazioni assolutamente condivisibili ma che vanno analizzate partendo comunque da una base ineluttabile, ossia che stiamo parlando di attività a carattere nazionale e qualsiasi partecipante a questo genere di campionati deve mettere in conto che si possa finire in gironi che presentino anche forti disagi di carattere logistico. Una condizione, lo sottolineiamo, che si è riproposta tante volte in passato, con tutte le Governance, che si è presentata anche quest’anno e che tornerà a pesare anche in futuro.


La questione che nelle ultime ore sta tenendo alto il tono delle polemiche è indubbiamente la decisione di inserire CDM Futsal e Russi nel girone B di Serie A/2 Elite. Sia ben chiaro e lo premettiamo subito: anche per noi non è stata una scelta convincente perché è inevitabile che un minimo di conoscenza geografica chiarirebbe l’insostenibilità della collocazione soprattutto dei genovesi al Sud. 


Concordiamo per il fatto che si sarebbe dovuto adottare un criterio meritocratico per indirizzare la ripartizione delle partecipanti e che la decisione di infilare la CDM al Sud non sia stata affatto una soluzione felice considerando anche che stiamo parlando di una società reduce da una retrocessione dalla Serie A e che qualche anno fa, lo ricordiamo, fu proprio il presidente Fortuna, incalzato dalla Governance di allora, ad optare per presentare la domanda per l’ammissione in Serie A della CDM per normalizzare l’organico di quel torneo.


LA QUESTIONE CDM-RUSSI - Ma come si è arrivati a individuare CDM e Russi? Applicando due criteri, quello di carattere appunto geografico e quello che possiamo definire di opportunità meritocratica. Nella sostanza, nel caso della CDM si è tenuto conto del posizionamento delle sedi dei club coinvolti e Campo Ligure è risultata quella più a sud rispetto a Reggio Emilia e Cesena, ossia le altre location indiziate con Russi (e peraltro tutte al corrente del potenziale rischio). 


Circa l’opportunità meritocratica, viene chiamato in causa proprio il Cesena, che non solo aveva già disputato il gruppo meridionale due stagioni prima ma nella scorsa stagione è arrivato a cimentarsi per la promozione in Serie A perdendo la doppia finale contro il Giovinazzo. Per questo motivo è stato valutato il criterio di alternanza che ha di fatto penalizzato il Russi, neopromosso dall’A2, al tempo stesso “salvando” l’OR e le due lombarde Saints Pagnano e Real Sesto, ambedue ripescate e che da più parti erano state indicate come le due squadre eventualmente da sacrificare proprio sul piano del merito, avendo entrambe beneficiato del vantaggio del ripescaggio in Elite.


L’AMMISSIONE DEL LEONESSA IN A/2 - La situazione che si era venuta a creare alla vigilia del Consiglio Direttivo riguardo le procedure di completamento delle varie categorie era abbastanza chiara. Active Network ripescato in Serie A; Real Fabrica, Saints Pagnano e Real Sesto in A2 Élite e di conseguenza Foligno, Casertana, Mistral Palermo, Drago Acireale e Italservice Pesaro ammesse in A2, con l’organico della nuova Serie B da riempire con le 18 società che avevano fatto richiesta di ripescaggio e ammissione. 


A questo punto sarebbero rimaste fuori dai giochi il Leonessa e l’Italpol, con quest’ultima che, pur regolarizzando l’iscrizione al campionato di competenza, aveva già fatto rinuncia all’A2 Elite chiedendo di ripartire dalla B presentando istanza al presidente federale. Il Consiglio Direttivo non ha fatto altro - come più volte invocato da Calcio a 5 Anteprima - che far valere il principio della propria autonomia, informando la presidenza federale della necessità di dover procedere all’allargamento dell’organico, cosa fatta dopo aver ricevuto il via libera, effettuando il ripescaggio del Leonessa che, salendo così in A2, ha di fatto liberato il suo posto in Serie B, che è stato occupato dall’Italpol. In questa maniera è stato possibile sistemare al meglio tutte le carte sul tavolo completando gli organici nazionali, con una squadra in eccesso rispetto al tetto delle 186 previste.


LA COLLOCAZIONE DELLA SARDE - Altro nodo critico, che si ripresenta sistematicamente ogni stagione. Rispetto a quella scorsa le rappresentanti della Sardegna in Serie B sono cresciute di due unità, col ripescaggio di Monastir e Ichnos Sassari. E come ogni anno è stato necessario trovare il modo per distribuire equamente le isolane collocandole in quei gironi dove sarebbe stato meno complicato operare i trasferimenti grazie alla presenza di scali che potessero favorire gli spostamenti aerei da e per la Sardegna. Perchè il punto chiave della collocazione delle squadre della Sardegna è proprio la presenza di aeroporti operativi tutto l’anno. Ma perchè dividere le sarde in tre gruppi?


Il concetto di base è l’armonizzazione dei gironi interessati, considerando anche le difficoltà logistiche di alcune società del continente, come quelle della Liguria: non essendoci voli che collegano Genova con la Sardegna, metterle nel girone A avrebbe costretto sia la Pregio che il Caramagna (in questo caso parliamo di un club di Imperia, nel Ponente ligure) ad affrontare trasferimenti importanti verso gli aeroporti milanesi per potersi recare nell’isola. Per questo motivo sono state ambedue spostate nel girone C, quello tosco-emiliano, favorendone gli spostamenti via terra: nel girone A, pertanto, sono andate Ichnos Sassari e Città di Cagliari, assieme alle quattro piemontesi e le sei lombarde.


L’operatività degli scali di Verona, Bologna e Venezia, oltre a quello di Orio, hanno favorito la collocazione di Elmas e Atletico Sestu nel girone B, anche se oggettivamente si sarebbe dovuto tenere conto dell’accentuata difficoltà legata alle distanze delle sedi di gioco altoatesine (Merano e Laives, dove gioca l’Atesina) e friulane (Cividale e Manzano), queste ultime per la mancanza di voli su Trieste Redipuglia, che obbligheranno le due formazioni cagliaritane a doversi comunque sobbarcare spostamenti aggiuntivi in pullman per giocare queste quattro gare, considerando anche i tempi di trasferimento previsti. Per il resto, i voli sul Veneto sono frequenti e la gestione delle altre trasferte non dovrebbe comportare particolari problematiche. 


Al contrario, abbiamo appreso di società dei gironi A e B che si sono lamentate per le due gare da giocare in Sardegna: al di là del fatto che la Sardegna è una regione che fa parte politicamente dell’Italia, ci si è mai provati a mettere nei panni di chi, dall’isola, ogni due settimane deve volare nel continente per giocare, comprendendo a quali tipi di disagi va incontro ogni volta? Per cui mettiamo il punto una volta per tutte a queste lamentele decisamente strumentali.


Infine il raggruppamento sardo-laziale, con tre formazioni isolane (San Sebastiano Ussana, Monastir e Villaspeciosa, peraltro raccolte in un fazzoletto di territorio di pochi chilometri) a confronto con otto laziali in un girone E completato con l’inserimento del Monteleone. Vale lo stesso ragionamento fatto per i precedenti gironi: la presenza degli scali di Fiumicino e Ciampino offrono nel fine settimana un corposo carnet di voli da e per Cagliari che consentono la regolarità degli spostamenti di chi deve giocare tanto sull’isola quanto nel continente. Perchè il Monteleone? Considerando che è stato ripetuto per la terza stagione consecutiva il girone Abruzzo-Lazio-Campania, l’unica squadra che poteva venire introdotta - esclusivamente per una valutazione territoriale - era quella orvietana. Ma non è la prima volta che le umbre finiscono in Sardegna: i precedenti di Virtus Gualdo e Foligno, tanto per citare i casi più rilevanti, dimostrano che anche in passato sono state fatte scelte di questo genere, antipatiche ma di fatto inevitabili.


IL DANTESCO GIRONE H - Il ripescaggio in A2 di Mistral Palermo e Drago Acireale, compensati dal ritorno dell’Holimpia Siracusa tra i cadetti (una decisione che ha sollevato qualche ragionevole perplessità visti i risultati della scorsa stagione: ma la Divisione ha preferito concedere una seconda opportunità al club aretuseo), ha fissato a sole cinque le formazioni siciliane di Serie B. Tra le soluzioni valutate c’era anche la possibilità di ripetere l’esperimento della passata stagione, quando nel girone D di A2 vennero collocate, oltre alle quattro siciliane, anche tre laziali (poi ridottesi a due), due calabresi e una campana. Invece si è preferito tornare alla soluzione “di terra”, accorpando alle siciliane le tre squadre della Calabria e - per localizzazione geografica - inserendo le quattro materane iscritte questa stagione, ovvero Bernalda, Ferrandina, Gorgoglione e Pisticci. Non c’erano, insomma, altre soluzioni.


LE CONCLUSIONI - Calcio a 5 Anteprima, in passato, ha più volte criticato le scelte che hanno portato alla composizione dei gironi in tutte le categorie, cercando al contempo di proporre qualche suggerimento, ma è chiaro che chi sta nella stanza dei bottoni di viale Tiziano e deve preparare la scena, si trova nella situazione non semplice di dover far fronte a tante situazioni che rischiano di complicare la gestione della stagione per numerose società. E’ palese che è impossibile accontentare tutte e che, come è accaduto anche quest’anno, poi emergano lamentele da ogni parte, com’è anche vero che determinate scelte potrebbero essere fatte con una chiave di lettura che tenga conto soprattutto delle effettive problematiche che una determinata collocazione determina, come nel caso della CDM nel girone B di A2 Elite. 


Non sappiamo se si troverà una soluzione che possa salvaguardare la stagione dei genovesi, ma in via eccezionale perchè non pensare a un girone A a 15 squadre, riducendo a 13 il B? E’ solo un’idea, ma non si sa mai che prima della pubblicazione dei calendari qualcosa possa accadere…