07/02/2023 09:00
Non è bastato un grandissimo primo tempo al San Lidano Terracina per evitare la sconfitta (pesante) contro la corazzata ADJ Città di Anzio. Priva di due elementi fondamentali come Olleia e Scalizi, al Pala Carucci la squadra di casa è riuscita a passare due volte avanti fino al parziale di 3-1 grazie alla doppietta di Rondon (poi espulso) e al gol di Zandonà, prima però di essere letteralmente travolta nella ripresa dai neroniani che hanno dilagato per 10-4.
E c’è chiaramente rammarico nelle parole di mister Gianmarco Zannella per la piega che ha preso il match.
“Un vero peccato perdere in questo modo così pesante – il commento dell’allenatore terracinese – specialmente a fronte di un primo tempo che io reputo il migliore in assoluto, forse insieme a quello con il Castel Fontana, da quando ho preso in mano questa squadra. Dispiace tanto per quegli ultimi 5-6 minuti nei quali non abbiamo mantenuto la calma, probabilmente un pizzico di esperienza in più poteva darci una mano”.
Sulla gara, comunque, hanno pesato tanto l’espulsione di Rondon per fallo di reazione e le assenze pesanti di Olleia e Scalizi.
“Il fallo di reazione è una cosa che veramente non accetto – ci va giù duro Zannella – è un gesto che detesto e che non fa proprio parte della mia natura. Capisco però che parliamo di un ragazzo giovane, che gioca lontano da casa e che quindi va aiutato a capire quali siano le cose giuste e quali quelle sbagliate. Poi è chiaro, davanti a corazzate del genere, assenze come quelle di Olleia e Scalizi diventano fondamentali perché ci è mancato chi sapesse dare tranquillità al gruppo e gestire le fasi più importanti della partita nel momento di maggior pressione del Città di Anzio”.
- Adesso però è tempo di guardare avanti.
“Dalle sconfitte, anche da quelle molto pesanti nel risultato come quella di sabato bisogna sempre trarre degli insegnamenti – sottolinea il mister – perché se impariamo da queste partite e veramente ci impegniamo per crescere, sia come individui che a livello collettivo, io credo che questi ragazzi possono sperare tranquillamente in una salvezza tranquilla. Questo, però – conclude – dipende soltanto da loro. Oltre ad applicarsi come stanno facendo, devono compiere ancora quell’ulteriore step mentale che io mi aspetto”.
Alessandro Bellardini