25/06/2026 13:37
C’è chi lo esalta e chi lo critica. Protagonista nel bene e nel male, sempre. Capace di trascinare nei momenti più difficili e, allo stesso tempo, di far discutere per reazioni istintive. Lui è uno dei simboli della Chemiba, di una stagione vissuta costantemente sul filo dell’equilibrio. Rodrigo Da Silva, 37 anni compiuti, è un talento puro: un talento in grado di illuminare, affiancato da una sregolatezza che spesso lo consuma. In campionato, 25 presenze e 26 gol segnati. (per non parlare di quelli in coppa, fino ad arrivare a oltre sessanta centri stagionali).
-Tu sei alla Chemiba da parecchi anni, ma credo che questo sia stato l’anno più difficile, ma anche il più incredibile: cosa è stata per te questa stagione?
“Sono veramente contentissimo di questa promozione in Serie B. Abbiamo dimostrato che, nonostante i problemi avuti in squadra, i vari allenatori succedutisi, siamo riusciti a fare il nostro meglio. Adesso riposiamo e speriamo bene per la prossima annata, ovvero fare la squadra giusta per giocarcela in Serie B”.
-Ora è facile sorridere e scherzare, ma ci sono stati momenti difficili che la squadra ha dovuto affrontare: quali sono state le difficoltà più grandi di quest’ultimo anno?
“Sembra sia stato tutto facile, ma non sempre è come sembra. Quando vinci appare tutto semplice, ma non lo è stato, è stato un anno molto pesante, mentalmente e fisicamente. Abbiamo sofferto, combattuto, ma abbiamo vinto, raggiungendo l’obiettivo che voleva la società. La difficoltà più grande è stata il discorso allenatori, tanti cambiamenti, per noi è stata dura, a un certo punto che non si capiva più nulla, ma può succedere, l’importante è sia andato tutto bene”.
-Di questa cavalcata, c’è una partita che secondo te rappresenta meglio lo spirito di questa squadra?
Le partite di coppa con il Real Fabriano e la Sambenedettese sono state un salto importante; anche quella contro il Solofra ha rappresentato una spinta in più: noi con uno straniero, loro con tanti, siamo riusciti a giocare alla pari, è stata una partita fondamentale per iniziare a credere nelle nostre potenzialità, nel nostro gruppo”.
Alice Mazzarini