24/06/2026 16:00
Il Capitano della Promozione. Ci sono vittorie che si misurano con i numeri. E ci sono vittorie che raccontano molto di più. Storie di cadute e risalite. Al centro di questa storia c’è lui, Enrico Bicaj, capitano della Chemiba Cerreto d’Esi che ha saputo tenere la barra dritta quando il mare era agitato, trasmettendo fiducia quando i risultati tardavano ad arrivare.
La stagione era iniziata tra aspettative e interrogativi. Le prime giornate avevano lasciato intravedere il potenziale della squadra, ma la strada verso la Serie B sembrava ancora lunga. Eppure, settimana dopo settimana, qualcosa è cambiato. La squadra ha trovato identità e consapevolezza. È cresciuta insieme, proprio come cresce un sogno che all’inizio sembra troppo grande per essere pronunciato ad alta voce.
E il capitano era sempre lì. Con una parola nello spogliatoio, con una corsa in più quando le gambe degli altri iniziavano a pesare. Il primo a lottare e l’ultimo ad arrendersi.
La promozione non è arrivata all’improvviso. È stata costruita giorno dopo giorno. È il risultato di una stagione in crescendo, in cui ogni difficoltà è diventata un gradino verso l’obiettivo.
Poi è arrivato quel momento. Il fischio finale. L’esplosione di gioia. Gli abbracci, le lacrime, gli occhi lucidi di chi sapeva quanto fosse stato lungo il viaggio. E in mezzo a quella festa, il capitano.
-Quando hai compreso che la tua squadra aveva davvero le carte in regola per salire di categoria?
“Lo abbiamo capito quando, nonostante i cambi di allenatori, che tengo a ringraziare come persone e come tecnici, i risultati continuavano ad arrivare”.
-Quale è stato il momento decisivo della stagione?
“La svolta vera è stata la vittoria della Coppa Italia regionale, un evento che ci ha portati ad affrontare un percorso con tante partite; gare che ci hanno tenuti focalizzati sul campo, nonostante i cambi in panchina”.
-Dopo 47 incontri, quale ritieni sia stata la chiave del successo?
“Il gruppo si è compattato e l’obiettivo è diventato comune e condiviso”.
-Cosa vuoi dire a chi ha creduto nel progetto fin dall’inizio?
“Dico semplicemente grazie. In primis alla società, mai trovata una società con questa caratura e spessore umano”.
-Quanto è stato importante il sostegno del pubblico lungo il percorso?
“Il pubblico è stato fondamentale, poter giocare partite con il palazzetto pieno e sentire i tamburi anche fuori casa è stato eccezionale. Chiedo solamente, se posso, la stessa foga anche l’anno prossimo, sono persone eccezionali che si meritano tutto”.
-Una dedica?
“Dedico la vittoria ai miei amici, a mia madre e a Giulia”.
Alice Mazzarini