29/06/2026 12:30
Se dici Matteo Mosciatti, dici Chemiba. Il portiere cerretese è la vera colonna portante di questa squadra. Qui dalla stagione 2017/18, insieme a giovani di buona volontà come lui, a cercare di gettare le basi per un futuro radioso (e, ad occhio e croce, ci sta riuscendo). A soli vent’anni, Matteo ha scelto che non avrebbe mai avuto altro dio all’infuori della Chemiba, e ha mantenuto la promessa. E, nonostante non tutte le stagioni siano state riconoscenti con la sua scelta, con la sua dedizione, Matteo è rimasto lì, collante perfetto tra passato e futuro, tra campo e spogliatoio, radice ben salda a terra.
-Come descriveresti questa stagione?
“Stiamo ancora metabolizzando ciò che abbiamo vissuto. La si può descrivere come la ‘storia infinita’: nonostante i favori del pronostico, non siamo riusciti ad amalgamarci in fretta e con il passare del tempo la pressione su di noi saliva sempre di più. Malgrado ciò, la squadra, partita dopo partita, ha acquisito consapevolezza e compattezza, soprattutto dopo il secondo subentro di Maurizio (Buratti), ed è forse proprio in quel momento che abbiamo capito di doverci unire in un unico intento, costruendoci pian piano e diventando finalmente SQUADRA (lo scrive proprio così, in maiuscolo, n.d.r.)”.
-Cosa ti porterai in Serie B e cosa lascerai in C1?
“In C1 non lascerei nulla, anzi, le delusioni che in questi anni abbiamo vissuto, cercando di risalire verso il campionato nazionale, ci devono restare dentro e farci da lezione in ogni incontro che andremo ad affrontare in futuro. In serie B dobbiamo portare la rabbia e la fame che abbiamo dentro, sia per noi stessi che per la società, perché tutti noi, giocatori e società, meritiamo palcoscenici nazionali dove poterci esprimere al meglio”.
-Tu, che questa Chemiba la conosci meglio di qualunque altro giocatore, cosa vuoi dire a una società che non ha mai smesso di starvi accanto?
“La società posso solo che ringraziarla, anche se non abbiamo vissuto sempre momenti sereni. La dirigenza non ci ha mai fatto mancare nulla, incoraggiandoci e credendoci a volte più di noi giocatori. Un passo alla volta, pian piano, sono sicuro che cresceremo ancora”.
-Cosa, invece, vuoi dire a te stesso?
“A me stesso non voglio dire molto, soltanto di continuare a lavorare sodo per essere pronto in vista della prossima stagione. Ma la cosa più importante sarà riuscire a portare avanti quello che questa stagione ci ha fatto diventare”.
Alice Mazzarini