26/06/2026 18:00
Spesso ci sono quei giocatori che sentono di avere qualcosa da dimostrare, magari a un pubblico, o magari semplicemente a se stessi, e quando arriva la vittoria è come una liberazione. Luca Carnevali, con 42 gol stagionali tra campionato e coppe, si è imposto come uno dei marcatori più letali della stagione di C1 non solo marchigiana, ma anche nazionale.
Ogni volta che Luca segnava, ogni rete che infilava in rete era un passo verso quella rivalsa tanto attesa, quel successo tanto bramato, un passo verso un posto tra i grandi della storia di questa Chemiba targata 2025/26.
- Qual è l’immagine che rispecchia questa stagione?
“Ho l’immagine di quando entro al PalaTriccoli di Jesi per fare riscaldamento, prima di entrare in campo per la finale di Coppa Italia con il Solofra e vedo la tribuna con i nostri tifosi già piena un’ora prima della partita, un fermo immagine che mi porterò sempre con me. Cerreto d’Esi è un paesino piccolo e lì ci saranno state duecento, trecento persone per noi, pronte a incitarci. Quella è stata la partita che ci ha dato la consapevolezza di essere una squadra forte. Nonostante la sconfitta, siamo stati a due tiri liberi dalla vittoria e abbiamo capito che potevamo giocarcela con tutti, perché il Solofra era veramente un’avversaria di altissimo livello”.
- Se dovessi ricavare un insegnamento da quest’annata, quale sarebbe?
“Sembrerà banale, ma ho imparato che il duro lavoro ripaga. Anche quando avevamo tutti contro, derisi da società, da addetti ai lavori, sentivamo dire che non eravamo una squadra, che non avremo vinto nulla, che ci importava solo dei soldi…ne ho sentite tante quest’anno, noi siamo arrivati fino in fondo e tanti che parlavano non ce l’hanno fatta. Noi in silenzio abbiamo lottato, siamo andati avanti, ci siamo allenati tre volte a settimana per dieci mesi e alla fine abbiamo raggiunto tutto quello che potevamo raggiungere”.
- Rimarrai alla Chemiba anche la prossima stagione?
“Rimango a Cerreto, sì. Ho firmato un biennale. Mi sono trovato subito molto bene con patron Zenobi e la famiglia, ho instaurato un rapporto speciale. Mi hanno fatto sentire subito a casa, sono delle persone veramente squisite. Finalmente, dopo tanti anni che giro, ho trovato una squadra dove posso fermarmi per un po’. Rimango qua e siamo già carichi per fare un grande campionato di Serie B l’anno prossimo”.
Alice Mazzarini