23/06/2026 18:30

Chemiba, una stagione indimenticabile. Orgoglio Buratti: "Abbiamo fatto tutto con le nostre forze"

“Un’annata così non penso possa ripetersi”. Quando la Chemiba ha vinto l’ultimissima sfida stagionale, quella più importante, quella che ha regalato alla squadra, alla società e a un’intera comunità la Serie B nazionale, ho pensato a Maurizio Buratti. A quanto sia stata stressante questa stagione per lui, un giorno a seguire la squadra da fuori (Maurizio, in verità, è il direttore sportivo della società cerretese), un altro a prenderne le redini (dopo Michele Ristè e ancora una volta, a gennaio, al termine della Coppa Italia regionale, dopo Francesco Cecchini); un giorno ad essere amico, l’altro ad essere l’allenatore, un giorno a cercare di mettere d’accordo tutti, l’altro a cercare di non far implodere nessuno. Maurizio Buratti, in una squadra formata da strabordanti personalità, si è messo al servizio, prima ancora che della squadra, di un’idea, di un progetto ed è stata la chiave di lettura vincente.

- Qual è stato il momento decisivo della stagione?

“La partita con la Sambenedettese, dove avevamo l’obbligo di vincere per rimanere nei playoff. È stata una gara dove tutta la società si è unita, un bell’incontro contro un’avversaria che sì, aveva già vinto il campionato, ma che non ci ha regalato niente. Una partita degna fino alla fine”.

Poi gli ho fatto altre domande, ma Maurizio Buratti si è tuffato in un fiume di ricordi, sensazioni, riflessioni… così l’ho lasciato andare a godersi l’acqua fresca e il meritato posto al sole.

“Lo staff è stato eccezionale: quello atletico, medico, manageriale, siamo stati bravi in tutto. Pochissimi infortuni, la squadra ha corso sempre, la società è stata il top, meglio non si poteva fare. Poi loro, quattordici ragazzi tutti bravi e in ottima salute, sono riusciti ad accettare, di volta in volta, chi più chi meno, le mie scelte; tutti stavano bene, ma ogni gara due sarebbero stati sempre sacrificati, e a me è sempre dispiaciuto mandarli in tribuna, ma ciò che ho fatto era mirato esclusivamente a portare a casa il risultato. Siamo partiti con il peso di dover vincere il campionato, poi ci siamo trovati un po’ in difficoltà per diversi motivi… Devo ringraziare tutti i ragazzi, io non ho fatto nulla di particolare, ho cercato di essere il collante giusto per mantenere la squadra a ottimi livelli e abbiamo dimostrato a tutti, sia in Coppa Italia che nei playoff nazionali, chi siamo. In queste ultime trasferte siamo stati seguiti da un tifo organizzato, costruendo qualcosa che ci ha dato quello scatto in più”.

- C’è qualcuno che vuoi ringraziare per questa stagione che rimarrà sicuramente impressa nella storia sportiva di Cerreto d’Esi?

“Gli elogi per il patron Andrea Zenobi si perdono, senza di lui non avremmo fatto quasi niente. Ringrazio molto il mio staff tecnico, che mi ha supportato, criticato, consigliato e sopportato per tanto tempo, anch’io ho le mie bizze, le mie difficoltà… la fisioterapista Sofia Gagliardi, il preparatore atletico prof. Giancarlo Bergamante, il preparatore dei portieri Simone Petrone, il mio secondo Claudio Aianello, il mio amministratore delegato Federica Zenobi, tutti loro sono stati i miei fidati scudieri in quest’ avventura. Abbiamo fatto qualcosa di eccezionale, e lo abbiamo fatto solo con le nostre forze. Veramente una grande famiglia”.

Alice Mazzarini