19/07/2026 12:45
Era nell’aria già da qualche mese ma ora è diventato ufficiale: Silvano Intini non è più il presidente del Bitonto C5 Femminile e tutta la gestione della società e della squadra è passata a Francesco Paolo Cambione, che la guiderà nei prossimi anni.
Silvano, lo avevi annunciato da tempo e adesso sembra tutto definito.
“L’ho fatto con grande sacrificio. Io ero e resto innamorato del Bitonto C5 Femminile, del progetto e delle sue giocatrici. Ma non riuscivo più a stare dietro a tutte le problematiche che una società leader come la nostra, presente. Impegni di lavoro crescenti, sia in Italia che all’estero, impegni personali mi impediscono di avere il controllo di tutto quanto e dopo un anno difficile come quello che abbiamo trascorso ho ritenuto fosse arrivato il momento di fermarmi”.
C’è stato il rischio della chiusura?
“Sì. Per un po' di tempo ho pensato che se non avessimo trovato una soluzione avremmo abbandonato la Serie A. Al massimo ci saremmo concentrati su un campionato regionale per continuare a divertirci la domenica. Ma l’ipotesi primaria era quella di fermare tutto”.
Poi cosa è successo?
“La città. Sì, ancora una volta la mia città mi ha chiesto di pensarci bene, di trovare una soluzione. Ne ho parlato con la mia famiglia, ne ho parlato con Francesco e abbiamo deciso di provare a iscrivere la squadra al sesto campionato di serie A consecutivo. Se ci pensate bene son sei anni che investiamo per la Serie A. Quante altre squadre in Puglia hanno questa stessa anzianità in serie A? Pochissime, si contano sulle dita di una mano”.
Bitonto vi ha chiesto quindi di continuare.
“Non ce lo ha solo chiesto, si è proprio mossa e impegnata per realizzare questa grande impresa. Francesco Cambione si è preso la responsabilità di coordinare gli sforzi, ci siamo incontrati più volte con alcuni imprenditori e alla fine abbiamo fatto un grande miracolo. Voglio ringraziare amici come Emanuele d’Elia, Enzo Marrone, Pino Lovero, Franco e Vito Abbondanza, Vito Taccogna, Saverio Rubino (che pure non è bitontino ma anche lui è stato contagiato dall’amore per le leonesse) che investendo in proprio e impegnandosi giornalmente hanno raggiunto questo grande risultato. Addirittura c’è stata anche una colletta organizzata da alcuni tifosi che hanno contribuito economicamente al raggiungimento del budget necessario per l’iscrizione. Devo anche ringraziare il sindaco che ci è stato vicino e ha cercato, in un momento complicato, di darci idee e consigli”.
Potrebbe essere la stagione del ritorno a Bitonto.
“Questa è una delle molle che deve spingere la società a continuare a lungo. Inutile che ci prendiamo in giro: se Bitonto avrà un palazzetto dello sport comunale da quasi 1500 posti a sedere lo deve alle grandi imprese del calcio a 5 femminile e penso sia giusto che siano loro le prime a giocarci. Ho sofferto molto all’idea di non poterlo fare ma, come ho detto, gli impegni mi impediscono fisicamente di seguire la società. Certamente non farò mancare il mio sostegno come sponsor o i consigli se lo riterranno opportuno. E quando potrò, la domenica andrò a godermi qualche partita al palazzetto e spero presto essere a poche centinaia di metri da casa”.
Per qualcuno il tuo disimpegno potrebbe significare un ridimensionamento delle ambizioni.
“Già nella passata stagione, pure senza la mia presenza costante abbiamo terminato con una vittoria e un secondo posto, in una stagione che per tanti sarebbe stata di transizione se non addirittura fallimentare. Oramai la squadra ha una sua anima che le veterane sanno trasmettere alle nuove che arrivano. La prima scelta che è stata fatta, ripartire da Dino Guarino, dimostra gli obiettivi del Bitonto C5. Di tanto in tanto mi informo sulla nuova formazione e secondo me anche quest’anno saremo protagonisti del futsal femminile”.
C’è un messaggio che vuole dare alla vigilia della nuova stagione allo staff che guiderà il Bitonto?
“Auguro loro di vivere le stesse emozioni che ho vissuto io in questi anni. Vincere è bellissimo. Rivincere è unico. Sono sicuro che daranno il massimo per mantenere in alto il nome di Bitonto”.
Ma è un addio o un arrivederci?
“(Sorride). E chi lo sa. Per adesso è un addio ma la vita riserva sempre tante sorprese e in futuro, magari chi lo sa, quando vado in pensione, potrei decidere di dedicarmi di nuovo a tempo pieno alla società. Ma già l’idea di aver regalato tante gioie ai bitontini è qualcosa che mi fa partire con la serenità e l’orgoglio nel cuore”.
Ufficio Stampa Bitonto C5 Femminile