13/06/2026 15:42
L’avventura della Feldi Eboli nei playoff scudetto si è chiusa ieri sera a Rieti, con la Roma 1927 che ha vinto anche gara-2 del quarti staccando il biglietto per la semifinale con la Meta Catania. Ma il percorso di Fabricio Calderolli con la divisa ebolitana era già arrivato all’ultima fermata nel corso della settimana, perchè l’indomani della sconfitta in gara-1 è arrivata la notizia della separazione tra il club di Gaetano Di Domenico e uno dei giocatori che rappresentano lo spaccato del futsal italiano.
Stare a ricordare le tappe della carriera di Fabricio appare del tutto inutile, ma come poter lasciare nell’oblio venti anni di attività sempre ai massimi livelli, dagli albori di Terni - dove l’allora sconosciuto laterale di Concordia approdò poco più che maggiorenne - fino ai cinque anni in maglia Feldi, un percorso passato attraverso club iconici del calcio a 5 italiano, come la Roma, la Lazio Colleferro, il Montesilvano, l’Acqua&Sapone, il Pescara e il Real Rieti, che ha regalato tre scudetti (due in Abruzzo, a Montesilvano e Città Sant’Angelo) e uno appunto a Eboli, quattro Coppe Italia, altrettante Supercoppe (l’ultima vinta lo scorso gennaio proprio nel “suo” PalaSele) ma soprattutto il trionfo di Almaty, con Fabricio tra gli eroi di quella vittoria in Champions che rappresenta il massimo risultato di un club italiano in campo internazionale.
Il ko con la Roma ha chiuso il capitolo di Calderolli con le Volpi, ma non ha certo svuotato l’entusiasmo del laterale che ha vestito anche la maglia azzurra agli ultimi Europei. Fabricio è adesso più che mai alla finestra, ad aspettare che arrivi la chiamata giusta per affrontare l’ennesima scommessa di una vita nel futsal dove le scommesse lui ha sapute vincerle a suon di prestazioni, assist e gol. E guai guardare la carta d’identità: sarebbe l’errore più grave che si può commettere quando dall’altra parte del tavolo c’è uno come Fabricio Calderolli.