11/09/2026 20:40

La Clamar Akragas si testa con l'Adrano. Paradisi fa le carte alla stagione: "Una B tutta da vivere"

La vittoria del girone A e della Supercoppa di Serie C1, i record di punti e di vittorie, l’attesissimo approdo in Serie B. Il 2026, in casa della Clamar Akragas, sarà un anno difficile da dimenticare. Fra gli artefici dell’apoteosi – un traguardo importante per tutto lo sport agrigentino – c’è Giuseppe Paradisi, uomo di sport che la Serie B la conosce bene e l’ha pure vinta più volte: un autentico veterano della categoria, pronto a dare il massimo per quella che è anche una sua creatura.


La compagine agrigentina si presenterà ai nastri di partenza del campionato cadetto fra tantissime conferme e non pochi innesti, ma anche e soprattutto con tanta voglia di fare bene. 


“Devo essere sincero - afferma Paradisi - la squadra già l'anno scorso era pronta per qualcosa in più della Serie C1: era ed è una squadra di valore. Anche quest'anno partiremo con una rosa composta da ragazzi giovani e interessanti del territorio, affiancati da elementi che la categoria la conoscono molto bene e l'hanno addirittura vinta insieme a me a Canicattì, ovvero Toledo, Mosca, Colore e Sirone. Abbiamo poi inserito tre ragazzi agrigentini di belle speranze, dei quali conosciamo bene le potenzialità, e così facendo abbiamo dato concretezza al volere della società: un roster ringiovanito, abbastanza competitivo e incentrato territorialità: il legame col territorio, per noi, è una cosa importante”.


Il campionato comincerà sabato 3 ottobre. La Clamar è stata relegata nel girone H, che quest’anno avrà una composizione del tutto inedita: ad affiancare siciliane e calabresi, infatti, ci saranno quattro compagini lucane. 


“In partenza credevo che il girone sarebbe stato molto diverso - ribatte Paradisi. - Fra squadre che si sono ritirate e squadre che hanno chiesto e ottenuto il ripescaggio, però, ci sono capitate le materane, che non conosco benissimo: è il caso ad esempio del Bernalda, società blasonata, e del Pisticci allenato da Nino Rinaldi, uno dei mister più conosciuti e più vincenti in Sicilia”. 


Sulle favorite, il vicepresidente agrigentino preferisce non sbilanciarsi.


“Credo sarà un campionato molto livellato, non vedo una vera e propria favorita: ci sono un paio di squadre, soprattutto CUS Palermo e Gallinese, che l'anno scorso hanno disputato i play-off, e che ovviamente, anche per una maggiore conoscenza della categoria, potrebbero partire avvantaggiate, ma tutto rimane aperto ad ogni tipo di risultato e non faccio previsioni. Credo che chi riuscirà a raccogliere più punti nelle trasferte potrà dire la sua per la vittoria del campionato”.


Domani andrà in scena un’amichevole di lusso: al Pala Livatino-Saetta di Canicattì gli akragantini dovranno vedersela con l’Adrano, fresco di promozione in Serie A2. 


“È una squadra composta da tanti giovani molto interessanti - sostiene Paradisi - guidata da Rafa Torrejon, un ottimo tecnico che ha tutta la mia stima. Credo che faranno anche loro un buon campionato di A2. Noi li affrontiamo con la consapevolezza di incontrare una squadra di una categoria superiore, ma cercando sempre di proporre i nostri dettami tattici: il nostro mister è stato chiaro da questo punto di vista, faremo sempre il nostro con qualsiasi tipo di avversario”. 


La pre-season dell’Akragas, del resto, è ormai entrata nel vivo. 


“La problematica maggiore è stato il caldo intenso che ci ha fatto partire con un consistente ritardo e ha fatto saltare un paio di amichevoli che erano state programmate - aggiunge. - Dopo l’Adrano ci concentreremo sulla GEAR, una squadra ben strutturata, blasonata e da molti anni nel circuito nazionale dell'A2: saranno degli impegni importanti e propedeutici per quello che sarà la prima giornata del nostro campionato. Ad Agrigento arriverà una delle squadre che è sulla carta più forte del girone, il CUS Palermo dell'amico Antonio Gallo”. 


La chiosa di Paradisi.


“Voglio infine cogliere occasione per augurare un buon campionato a tutti, che vinca il migliore e soprattutto ci sia tanto rispetto e tanto divertimento per il pubblico che verrà a seguire le partite”.


Francesco Testa