01/07/2026 21:30
"Dopo tre anni fuori é sempre bello tornare a casa e giocare per il tuo paese, é bastato davvero poco per trovare l’intesa con il presidente che ringrazio, sapevo già che se mi avesse chiamato sarei arrivato volando".
Con queste prime parole Stefano Giovinazzi racconta le sue prime sensazioni dopo il ritorno in forza al Sammichele, ritorno ufficializzato questa mattina dal club biancoceleste.
"Sono tornato perché mi piaceva il progetto, un progetto costruito per portare più giovani del paese in prima squadra e lavorare sul settore giovanile con qualche innesto del posto e dintorni per far sì che tutto funzioni al meglio. Diciamo che non posso aspettarmi molto e dire la mia già da ora, siamo ancora a luglio e le squadre allestiranno i propri roster come meglio possono. Per le nostre ambizioni e il progetto non possiamo chiedere tutto subito. quindi questo forse sarà un anno di transizione anche per capire a cosa puntare negli anni a venire".
Giovinazzi negli ultimi anni è stato un talismano per le squadre che dovevano ottenere la permanenza in categoria.
"Diciamo che mi chiamano l’uomo salvezza, quindi partiamo dal presupposto che come prima cosa puntiamo a rimanere fuori da quella zona, poi tutto ciò che verrà sarà guadagnato. Vedendo la squadra che la società sta costruendo penso che possiamo puntare in alto, ma ogni partita è diversa e il campionato sarà lungo, io comunque sono fiducioso di fare grandi cose. Chiedo alla gente di Sammichele di starci vicino comunque vadano le cose e magari tornare a far parlare di noi come successo in questi anni passati, bisogna pensare al Sammichele come un osso sempre durissimo, dalla tifoseria calda e dal palazzetto dove sarà molto difficile vincere per le altre squadre. Adesso è il momento di tornare grandi", conclude Giovinazzi.
emme elle