Morlino, altra contestazione alla Divisione: indice levato sulle deroghe ''tecniche'' non concesse

Sembra diventata una sorta di “guerra dei nervi” la querelle tra il Petrarca Calcio a 5 e la Divisione Calcio a 5. Uno stato di cose quasi paradossale, considerando che stiamo parlando pur sempre della capolista del massimo campionato, la squadra che sta dominando la Serie A. Invece, non passa giorno che il presidente del Syn-Bios Petrarca, Paolo Morlino, ne ha una da dire al Palazzo, ma non per situazioni di circostanza, tutt’altro. Fin qui tutte rimostranze con una concreta base per alimentare una discussione in cui il massimo esponente padovano rileva sistematicamente elementi che avvalorano i motivi del suo polemizzare. Mai fuori dagli schemi, sia ben chiaro, ma con riscontri ufficiali.


Mentre è ancora caldo l’argomento-Polistena, riferito alla mancata trasmissione in diretta della gara dello scorso 12 novembre (argomento sul quale Morlino non ha affatto voglia di rivedere le sue legittime pretese) e riguardo al quale la ventilata volontà di non fornire le immagini del big-match con il Pescara è stata rivista con la regolare diretta dell’incontro, il numero uno padovano ha stigmatizzato sulla stampa locale la mancata concessione di una deroga all’allenatore della prima squadra, Luca Giampaolo, e ad alcuni giocatori, che svolgono il ruolo di istruttori delle varie Scuole Calcio disseminate nell’hinterland padovano. E nella sua contestazione ha tirato in ballo il comportamento diametralmente opposto che sarebbe stato tenuto in favore di due calciatori impegnati con altrettanti club nei campionati di Serie A e A2, deroghe che sarebbero state concesse dal presidente federale Gravina su segnalazione dei vertici della Divisione Calcio a 5.


Morlino ha parlato di questo fatto sulle colonne di Padova Sport, autorevole testata on-line che fa parte del “gruppo” de La Gazzetta dello Sport, puntando il dito sulle istituzioni sportive del futsal ree “di usare due pesi e due misure” tanto da rasentare una “palese discriminazione” nei confronti del Petrarca.


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